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[ Prof. Roberto Trinchero ]
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Gli indicatori

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Si definisce indicatore una proprietà empiricamente rilevabile di un oggetto che consente di avere una rilevazione indiretta di un concetto astratto. Concetto e indicatore hanno tra di loro un rapporto di rappresentanza semantica (ad esempio: il punteggio ottenuto da Mario Rossi al test di matematica è un indicatore del suo profitto in matematica), detto rapporto di indicazione.

Gli indicatori possono essere individuati:

a) descrivendo le condizioni che devono sussistere per provocare il fenomeno associato al concetto/costrutto di cui si vuol dare una definizione operativa. Ad esempio si può definire la paura attraverso i fattori (pericoli o supposti pericoli) che possono generarla in un individuo; lo svantaggio sociale di una classe scolastica può essere definito attraverso il livello economico dei genitori, la collocazione e le caratteristiche delle loro abitazioni, la carenza di mezzi di trasporto, ecc.

b) descrivendo le qualità, i tratti di chi possiede una caratteristica associata al concetto/costrutto sotto esame. Un ragazzo si dirà abile nella lettura se ha buona competenza lessicale, buona memoria, ecc. Un ragazzo sarà definito prudente se ha capacità di pianificare le azioni, di calcolare il rischio ecc.

c) descrivendo gli effetti della presenza del concetto/costrutto sotto esame. Ad esempio una persona originale veste in modo inconsueto, dà soluzioni non comuni ai problemi. Un ragazzo studioso passa molto tempo sui libri, cerca fonti alternative di studio, ecc. Un ragazzo timido è taciturno, parla poco di sé, ha pochi amici ecc. Un ragazzo disadattato si isola dagli altri, si rifugia in letture o in fantasticherie, cerca di stare con compagni più giovani (si trova più a suo agio, li può dominare, ha la tendenza ad imporsi, a capeggiare, ecc.).

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