Traumatologia e Riabilitazione. Ginocchio: disfunzioni e riabilitazione di Marco Borlengo (bbuzzy@tiscali.it), Maurizio Lupi (maurizio.lupi@email.it)

  Cenni di Anatomia


Anatomia del ginocchio

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In ogni ginocchio ci sono due menischi, il menisco mediale o interno che ha una forma a C e il menisco laterale o esterno la cui forma invece è più simile ad una O. I menischi svolgono importanti funzioni: rendono più congruente la superficie articolare, ammortizzano i carichi allinterno del ginocchio, rendono più stabile larticolazione, contribuiscono alla sua lubrificazione. Le lesioni del menisco mediale sono più frequenti di quelle del menisco laterale.

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I legamenti crociati sono due:

  • il legamento crociato anteriore (LCA)
  • il legamento crociato posteriore (LCP)

Sono detti crociati proprio perchè, per la loro posizione e le loro inserzioni anatomiche si incrociano all'interno dell'articolazione del ginocchio.
Sono strutture anatomiche fondamentali in quanto rappresentano il cosiddetto perno centrale del ginocchio, e ne costituiscono il principale elemento di stabilizzazione.

La membrana sinoviale avvolge quasi tutte le strutture articolari del ginocchio separando l'articolazione dai piani più superficiali. E' un tessuto molto sottile, riccamente vascolarizzato ed innervato. Può essere sede di patologie quali le sinoviti su base reumatica, che lo trasformano in tessuto aggressivo che provoca la progressiva distruzione delle strutture intraarticolari (cartilagini, menischi, legamenti). La cartilagine articolare si chiama cartilagine ialina e riveste le superfici articolari di tibia, femore e rotula. Le sue particolari caratteristiche istologiche (è costituita in gran parte da acqua e fibre collagene) ne determinano l'aspetto macroscopico traslucido e la rendono particolarmente elastica consentendo lo scorrimento della tibia sul femore e della rotula sulla troclea femorale. Le lesioni cartilaginee sono frequenti e fino a qualche anno fa il loro trattamento costituiva un problema praticamente irrisolvibile; purtroppo infatti la cartilagine non è spontaneamente in grado di riparare, di riformare cioè nella sede della lesione un tessuto della stessa qualità di quello d'origine.



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