Competenze comunicative e apprendimento linguistico di Daniela Fiorio, Annamaria Nigro

L'acquisizione linguistica

Imparare una lingua: bisogna distinguere tra apprendimento e acquisizione?

Imparare una lingua/ acquisizione/ competenze comunicative/ pragmatica/ sociolinguistica/ metalinguistica

E' recente l'affermazione in ambito glottodidattico dell'antitesi tra "acquisizione linguistica" e "apprendimento linguistico". Secondo Krashen [E] [F] [ES], il teorico di questa contrapposizione  - Principles and Practice in Second Language Acquisition, 1981 - i due termini e i due processi sono distinti e separati.

L’acquisizione è un processo inconscio, che avviene attraverso l'esposizione naturale alla lingua, l'unico mezzo per conseguire una stabile, automatica, profonda competenza linguistica. L'apprendimento è razionale, consapevole, può avere più o meno breve durata e non consente, di per sé, un elevato livello di competenza nell'esecuzione dell'atto linguistico.

E' evidente la predilezione di Krashen per l'acquisizione. Come non pensare a Dante che, nel De Vulgari Eloquentia [I], pure distingue tra lingua "acquisita" e lingua "appresa"? Il volgare è la lingua che si acquisisce con l'esposizione diretta, sine omni regula, nutricem imitantes, senza l'apprendimento di regole di ogni sorta, per imitazione della nutrice.

Ma quale lingua si impara con la sola esposizione naturale?

La "lingua" non è un concetto astratto, non esiste la lingua senza un atto linguistico, senza un messaggio, senza un parlante, senza un contesto storico e territoriale. La lingua che accipimus, che acquisiamo in modo naturale, la lingua madre, è un codice necessariamente dipendente da variabili di tipo socio-culturale.

Quale lingua si impara col latte materno, per rimanere nella metafora dantesca? Una lingua condizionata dalle caratteristiche diafasiche, diatopiche, diastratiche, diamesiche a cui si viene esposti! Cioè, la lingua standard non si può apprendere in modo naturale, perché non si può pensare a una lingua parlata senza tratti socialmente marcati.

Si può fare a meno dell' "apprendimento"?

L'apprendimento formale, che avviene con l'accostamento alla regola, è necessario per la conoscenza e l'uso di un codice che sia quanto meno marcato e più elastico possibile, che tenda all'acquisizione di una norma condivisibile da una più ampia comunità di parlanti. Addirittura, sembra che nemmeno il processo di acquisizione sia estraneo al processo di apprendimento: il parlante - il bambino che comincia a comunicare, l'adulto esposto a una lingua straniera, l'adulto che entra in contatto con una nuova comunità che usi un sottocodice settoriale o un linguaggio gergale - elabora continuamente un'interlingua[ I ], segno dell'attività riflessiva sulla lingua.


Domande-chiave di verifica

  • Qual è per Dante la lingua "acquisita"?

  • Perché, a nostro avviso, non si può dividere con una linea di demarcazione precisa il processo di apprendimento e quello di acquisizione?

  • Che cos'è l'interlingua?

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Edurete.org Roberto Trinchero