Miti e leggende di Luca La Grotta (lucalagrotta@infinito.it), Matteo Leonardi (aleonardim@tiscalinet.it), Cristina Merchiori (severnaja@libero.it), Elisa Rossi (elisaros2006@libero.it), Claudia Scaglia (siscla@libero.it).

MOSTRI PER DIFETTO... MOSTRI PER ECCESSO

Mostri per difetto....

Gli esseri mostruosi sembrano aprioristicamente contenere in sè un elemento di deformazione che, nel presente caso, coincide con una "mancanza". L'esempio più evidente è dato dai ciclopi [F1] [F2] [S1] [S2] : esseri enormi e con un unico enorme occhio nel mezzo della fronte. Nella mitologia appartengono alla prima generazione cosmica e affiancano Zeus nella lotta contro i Titani; loro è la fattura delle potenti folgori usate dal re degli dei grazie alle quali diveranno i fabbri ufficiali dell'Olimpo.
Anche Polifemo è un ciclope [E1] , ma non ha nulla a che vedere con i precedenti. Appartiene ad un popolo di pastori, è rozzo, si ciba di carne umana, non conosce l'agricoltura. Ulisse lo gabba non solo accecandolo, ma fingendo di chiamarsi "Nessuno"; così quando Polifemo chiederà ai suoi compagni aiuto per catturare "Nessuno", proprio nessuno gli crederà [F3] .

Sul versante femminile, le creature che meglio rendono l'idea della privazione sono le Graie [E2] . Anche in questo caso si tratta di divinità preolimpiche e, ancora, ci si trova davanti a creature monocoli. A rendere ancora più terribile l'aspetto sono: la presenza di un solo dente, che le tre sorelle si passano l'un l'altra, la grande bruttezza e la vecchiaia, presente in loro fin dalla nascita (il nome stesso significa "anzianità"). Perseo, per convincerle ad aiutarlo nella conquista della testa della Medusa [F4] [F5] (mostro di donna con capelli di serpe, è una delle tre Gorgoni [E3] [E4] [S3] , l'unica mortale), approfitterà proprio dello stato di privazione che le affligge: ruberà loro il solo occhio che possedevano.

...e mostri per eccesso

Molte delle creature precedentemente menzionate avrebbero potuto rientrare in questa categoria e, nella maggior parte dei casi per essere dotati di molte, molte teste. Rispetto alla tradizione classica i miti nordici ci rimandano invece a cavalli con otto zampe, come Sleipnir (cavallo di Odino) oppure ad antilopi con sei, secondo un mito della Siberia. Nella mitologia classica, invece, il caso più emblematico è quello degli Ecatonchiri [F6] [E5] , giganteschi figli di Gea, la terra, e di Urano, il cielo, dotati di cento braccia e di cinquanta teste. Affiancarono Zeus come i Ciclopi nello scontro decennale con i Titani e, alla fine, ne divennero i carcerieri.
Sempre nel novero delle creature mostruose per eccesso, si inserisce anche Argo. In realtà, si tratta di un nome legato a più figure appartenenti alla tradizione mitologica e storica. Qui si intende il figlio della Terra, gigante dalla forza smisurata dotato di innumerevoli occhi che nel sonno, secondo Euripide, si chiudevano alternandosi di cinquanta in cinquanta. Questa creatura mostruosa è anche legata ad un'altra leggenda: Zeus aveva donato ad Era una splendida giumenca (si trattava di Io, amata dal re degli dei e trasformata in animale per essere sottratta all'ira della moglie), e la dea pose proprio Argo a custodirla. Quando Zeus mandò Ermes a liberare l'amante, questi uccise Argo ed Era, grata al suo fedele custode, decise di spargerne gli occhi sulla coda del pavone.

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Edurete.org Roberto Trinchero