Pedagogia Sperimentale On line| [ Prof. Roberto Trinchero ] |
Logica della ricerca empirica in educazione Strategie di ricerca educativa Il disegno della ricerca La rilevazione dei dati Principi di rilevazione dei dati Rilevazione mediante questionario Il questionario Fasi della costruzione del questionario La formulazione delle domande del questionario Domande aperte Domande a scelta multipla Domande condizionate Scala di ordinamento forzato Scala di giudizio Domande semi-aperte Domande con ordinamento parziale Scala non verbale Scala di Likert Scala di frequenza Scala di Guttman Differenziale semantico Termometro vicinanza-lontananza Scala di confronto a coppie Scala comparativa Lista di espressioni Scala di distanza semantica Domanda con vignette tematiche La somministrazione del questionario Distorsioni dovute all’intervistato Rilevazione mediante test di cognitivi e di abilità Rilevazione mediante test di profitto Rilevazione mediante intervista Rilevazione mediante colloquio Rilevazione mediante osservazione Rilevazione mediante analisi dei documenti Rilevazione sociometrica Rilevazione mediante portfolio Caricamento dati su calcolatore Validità e attendibilità della rilevazione L'analisi monovariata di dati quantitativi L'analisi bivariata di dati quantitativi L'analisi dei dati qualitativi Applicazioni della ricerca educativa Lavori degli studenti |
Nella rilevazione dati mediante questionario autocompilato e intervista strutturata possono intervenire distorsioni dovute all’intervistato stesso (Marradi 1993, 95): a) Il soggetto può concepire in modo diverso dal ricercatore, o da altri soggetti, la proprietà sulla quale gli si chiede di autovalutare il suo stato, ad esempio se si chiede ad un soggetto “Hai buoni rapporti con i compagni? Moltissimo Abbastanza Poco Pochissimo” la risposta “abbastanza” di un soggetto potrebbe non avere lo stesso significato o esprimere lo stesso grado di intensità della risposta “abbastanza” di un altro. Per evitare questo problema le domande dovrebbero essere formulate in modo da minimizzare queste distorsioni soggettive (ad esempio chiedendo comportamenti o opinioni più che atteggiamenti), i soggetti dovrebbero essere abbastanza omogenei per quanto riguarda la comprensione dei termini del questionario o della scaletta di intervista e le rilevazioni quantitative dovrebbero essere accompagnate da rilevazioni qualitative volte a cogliere eventuali sfumature. b) Il soggetto può ingannarsi nel valutare il suo effettivo stato su quella proprietà e quindi ritenersi, ad esempio, più generoso o altruista di ciò che realmente è. La soluzione è in questi casi la stessa proposta al punto precedente. c) Il soggetto può dare una valutazione del suo stato su una determinata proprietà volutamente erronea per ragioni di desiderabilità sociale, ad esempio per non sembrare egoista o razzista. L’evitare domande troppo dirette è una possibile soluzione a questo problema. d) Il soggetto può capire male il meccanismo previsto dalla domanda del questionario per collocarsi su una determinata scala e quindi collocarsi in una posizione non corrispondente alla sua reale posizione. La presenza dell’intervistatore (ad esempio con l’intervistatore in classe mentre gli allievi compilano il questionario), che può spiegare l’uso della scala, può essere un possibile rimedio. e) Il soggetto, pur capendo bene i meccanismi di collocazione sulla scala, li usa sistematicamente in modo distorto, collocandosi in una posizione spostata sistematicamente verso il basso o verso l’alto o non utilizzando tutta la scala a disposizione. In questo caso, se la scala in questione dà origine ad una variabile cardinale, la soluzione è la trasformazione delle risposte date dall’intervistato alla batteria di item in punti z, sulla base della media e dello scarto tipo delle risposte da lui date. Tale operazione è chiamata deflazione. |
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