UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO
DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA E SCIENZE DELL’EDUCAZIONE
Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione
indirizzo Educatore dei Servizi Educativi per l’infanzia
PEDAGOGIA SPERIMENTALE
Prof. Trinchero Roberto
RICERCA EMPIRICA
“Vi è relazione tra il tempo trascorso sui social e la capacità di concentrazione durante lo studio negli adolescenti?”
A cura di:
Merati Elena 1170476
Milesi Giada 1170723
Anno accademico 2025/2026
INDICE
1.1 Problema di ricerca
1.2 Tema di ricerca
1.3 Obiettivo di ricerca
2.1 Quadro teorico
2.2 Articolo scientifico
2.3 Bibliografia, sitografia
2.4 Mappa concettuale
4.1 Fattori indipendenti
4.2 Fattori dipendenti
6.1 Popolazione di riferimento
6.2 Numerosità del campione
6.3 Tipologia di campionamento
8.1 Questionario
9.1 Analisi monovariata
9.2 Analisi bivariata
INTRODUZIONE
La nostra idea di partenza è stata quella di individuare la presenza di una correlazione tra il tempo trascorso sui social e la capacità di concentrazione durante lo studio negli adolescenti. Perché studiare questo tema aiuta a non vedere i social solo come qualcosa di negativo o, al contrario, totalmente innocui ma la ricerca ci permette di capire che non tutti gli usi dei social sono uguali: c’è una differenza tra un uso equilibrato e uno eccessivo,tra le diverse piattaforme e tra i modi in cui vengono utilizzate. In questo modo si ottiene una visione più realistica, equilibrata e basata su dati empirici.
1. PROBLEMA DI RICERCA, TEMA E OBIETTIVO DI RICERCA
1.1 PROBLEMA DI RICERCA
Vi è relazione tra il tempo trascorso sui social e la capacità di concentrazione durante lo studio negli adolescenti?
1.2 TEMA DI RICERCA
Tempo trascorso sui social e concentrazione durante lo studio negli adolescenti
1.3 OBIETTIVO DI RICERCA
Stabilire se vi è relazione tra il tempo trascorso sui social e la capacità di concentrazione durante lo studio negli adolescenti
2. QUADRO TEORICO
2.1 QUADRO TEORICO
Negli ultimi anni i social media si sono affermati come uno degli ambienti digitali più presenti nella vita quotidiana di bambini e ragazzi ed essi possono essere considerati come uno strumento che permette la condivisione e la produzione di contenuti attraverso forme di interazione online rapide e continue. La loro struttura si basa su flussi informativi costanti, notifiche frequenti e contenuti brevi, elementi che contribuiscono a creare un’elevata stimolazione dell’utente: questa caratteristica rende i social media particolarmente coinvolgenti ma allo stesso tempo solleva anche interrogativi rilevanti dal punto di vista educativo.
Tra i principali fruitori dei social media rientrano sempre più spesso i preadolescenti e adolescenti, che si collocano in una fase evolutiva delicata e complessa. Questo infatti, è un periodo cruciale per lo sviluppo cognitivo, durante il quale si consolidano funzioni fondamentali come la memoria, l’attenzione, le capacità di lettura e il linguaggio.
Come già detto in precedenza una delle caratteristiche più rilevanti dei social media è proprio la stimolazione continua e tale esposizione può causare lo sviluppo di un’attenzione frammentata, ovvero una difficoltà a mantenere la concentrazione per periodi prolungati. Questo aspetto risulta particolarmente critico se messo in relazione con attività scolastiche che richiedono attenzione sostenuta, come la lettura e lo studio. Infatti, dal punto di vista cognitivo, l’uso frequente dei social media può incidere sui processi di memoria: la memoria di lavoro, che consente di mantenere e rielaborare temporaneamente le informazioni, può essere messa sotto pressione dalle continue interruzioni e dal rapido alternarsi degli stimoli e anche la memoria a lungo termine potrebbe risentirne, poiché una minore profondità di elaborazione delle informazioni rende più difficile la loro consolidazione stabile nel tempo.
Inoltre, le capacità di lettura rappresentano un altro ambito particolarmente sensibile a questo argomento: infatti la lettura, soprattutto di testi complessi, richiede un’attenzione prolungata e una buona comprensione del contenuto. Al contrario, l’abitudine a contenuti brevi e immediati, tipica dei social media, può ridurre questa capacità di mantenere il focus su testi lunghi e di conseguenza con possibili ripercussioni sul rendimento scolastico. Allo stesso modo, lo sviluppo del vocabolario dipende dall’esposizione a un linguaggio ricco e articolato: la prevalenza di messaggi sintetici, immagini e abbreviazioni può limitare le occasioni di arricchimento linguistico.
Tuttavia è importante distinguere tra un uso intenso dei social media e un uso problematico proprio perché un elevato tempo di utilizzo non implica automaticamente la presenza di disagio psicologico. L’uso problematico si configura invece come un comportamento disfunzionale caratterizzato dalla difficoltà a controllare il tempo trascorso online e da problemi di autoregolazione emotiva. Tale modalità d’uso è spesso associata a forme di disagio psicologico come ansia, sintomi depressivi e bassa autostima e può interferire con le attività scolastiche e con le relazioni sociali.
A partire da ciò andremo dunque ad indagare il rapporto tra uso dei social media e sviluppo cognitivo, ponendo particolare attenzione alle modalità di utilizzo e ai loro effetti sulle competenze scolastiche. In questa prospettiva, la ricerca empirica assume un ruolo centrale per analizzare l’impatto dei social media sulla concentrazione, sull’attenzione, sulla memoria
2.2 ARTICOLO SCIENTIFICO
https://www.stateofmind.it/2021/02/ecdp-2021-report-social-media/
2.3 BIBLIOGRAFIA, SITOGRAFIA
2.4 MAPPA CONCETTUALE
3. IPOTESI DI LAVORO
La nostra ipotesi di ricerca è stabilire se il tempo trascorso sui social può influire sulla capacità di concentrazione durante lo studio negli adolescenti
4. FATTORI DIPENDENTI, INDIPENDENTI, DEFINIZIONE OPERATIVA
4.1 FATTORE INDIPENDENTE
FATTORE | INDICATORI | ITEM | VARIABILI |
Tempo trascorso sui social (fattore indipendente) | Numero di ore giornaliere trascorse sui social | D1 Quante ore al giorno trascorri mediamente sui social? |
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Frequenza di accesso ai social durante una giornata | D2 Quante volte al giorno apri le app dei social, anche per pochi secondi? |
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Numero di volte in cui si interrompe lo studio per controllare i social | D3 Durante lo studio, quante volte interrompi il lavoro per controllare i social? |
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Preferenza per l’uso dei social rispetto ad altre attività (studio, sport, lettura…) | D4 Quando hai tempo libero, quanto spesso scegli di utilizzare i social invece di svolgere altre attività (studio, sport, lettura…)? |
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Percezione personale della necessità di restare sempre connessi | D5 Quanto ti senti obbligato o spinto a rimanere sempre connesso ai social? |
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Utilizzo dei social prima di dormire | D6 Quanto spesso utilizzi i social network prima di andare a dormire? |
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Controllo dei social appena svegli | D7 Quanto spesso controlli i social network appena ti svegli? |
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Difficoltà a non usare i social per un certo periodo | D8 Quanto ti risulta difficile non usare i social per alcune ore? |
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Importanza attribuita ai social nella vita quotidiana | D9 Quanto consideri importanti i social network nella tua vita quotidiana? |
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Attivazione delle notifiche dei social durante lo studio | D10 Durante lo studio, tieni attive le notifiche dei social network? |
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4.2 FATTORE DIPENDENTE
FATTORE | INDICATORI | ITEM DI RILEVAZIONE | VARIABILI |
Capacità di concentrazione durante lo studio negli adolescenti (fattore dipendente) | Tempo continuativo massimo in cui l’adolescente riesce a mantenere l’attenzione sul compito di studio | D1 Per quanto tempo riesci di solito a mantenere la concentrazione su un compito di studio senza distrarti? |
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Numero di distrazioni o interruzioni durante una sessione di studio | D2 Durante una tipica sessione di studio, quante distrazioni o interruzioni hai? |
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Rendimento in compiti che richiedono attenzione sostenuta | D3 Come valuti il tuo rendimento in attività di studio che richiedono molta concentrazione? |
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Percezione soggettiva della propria capacità di concentrarsi | D4 Quanto pensi di essere capace di concentrarti quando studi? |
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Conoscenza delle strategie utili per migliorare la concentrazione | D5 Quanto conosci e utilizzi strategie per migliorare la concentrazione durante lo studio (ad esempio pause programmate, tecnica del pomodoro, ambiente privo di distrazioni)? |
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Capacità di riprendere la concentrazione dopo una distrazione | D6 Dopo una distrazione, quanto facilmente riesci a tornare concentrato/a sullo studio? |
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Affaticamento mentale durante lo studio | D7 Dopo quanto tempo di studio inizi a sentirti mentalmente stanco/a? |
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Frequenza di cali di attenzione durante lo studio | D8 Quanto spesso perdi la concentrazione mentre studi? |
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Capacità di comprendere ciò che si studia senza rileggere più volte | D9 Quando studi, quanto spesso riesci a capire i contenuti senza doverli rileggere più volte? |
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Difficoltà a mantenere la mente sul compito di studio | D10 Durante lo studio, quanto spesso ti capita di pensare ad altro invece di concentrarti sul compito? |
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5. VARIABILI DI SFONDO
Per variabili di sfondo intendiamo le caratteristiche socio-demografiche e ambientali dei soggetti studiati; in questo caso possiamo prendere in considerazione:
6. POPOLAZIONE DI RIFERIMENTO, NUMEROSITÀ DEL CAMPIONE E TIPOLOGIA DI CAMPIONAMENTO
6.1 POPOLAZIONE DI RIFERIMENTO
Per popolazione di riferimento si intende l’oggetto su cui si fa la ricerca che si sta conducendo, quindi nel nostro caso per quanto riguarda il problema di ricerca “Vi è relazione tra il tempo trascorso sui social e capacità di concentrazione durante lo studio negli adolescenti?” la popolazione di riferimento può essere costituita da adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 19 anni che frequentano scuole secondarie di primo e secondo grado.
6.2; 6.3 NUMEROSITÀ DEL CAMPIONE E TIPOLOGIA DI CAMPIONAMENTO
La tipologia di campionamento utilizzata è di tipo non probabilistico accidentale poiché i soggetti scelti come nostro campione, ovvero 50 soggetti, sono i più facili da reperire. Infatti un campionamento non probabilistico prevede che i soggetti non hanno tutti la stessa probabilità di essere scelti ma la scelta dipende dal ricercatore e dalle sue esigenze, fa parte del campionamento non probabilistico quello di tipo accidentale, che prevede la scelta dei soggetti più facili da reperire.
7. TECNICHE E STRUMENTI DI RILEVAZIONE DEI DATI
La tecnica di rilevazione utilizzata è ad alta strutturazione, mediante un questionario a domande chiuse e anonimo.
Quest’ultimo contiene una presentazione generale (informazioni relative all’età e al genere dell’intervistato), alcune domande riferite alle variabili di sfondo, poi una sezione dedicata alle domande riferite al fattore indipendente e infine alcune domande relative al fattore dipendente. Attraverso queste domande siamo andate a rilevare dati personali, comportamenti, scelte e atteggiamenti.
Tale questionario è stato creato mediante la piattaforma Google Moduli; il link per la compilazione è stato condiviso in forma anonima all’interno dei gruppi Whatsapp tramite conoscenze di ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni.
8. PIANO DI RACCOLTA DATI
Dopo aver realizzato il questionario utilizzando Google Moduli, lo abbiamo inviato a soggetti di età compresa tra gli 11 e i 19 anni spiegando il nostro progetto di ricerca e chiedendo di compilarlo. La fase di somministrazione è durata circa un mese, al termine della quale abbiamo raccolto un totale di 50 questionari e abbiamo inserito i dati in una matrice dati generata da un foglio elettronico Excel per procedere con l’analisi monovariata e bivariata delle variabili.
8.1 IL QUESTIONARIO
Siamo Elena e Giada, due studentesse universitarie che frequentano la facoltà di Scienze dell'Educazione a Torino. Stiamo svolgendo una ricerca per il corso di Pedagogia Sperimentale che concerne la correlazione tra il tempo trascorso sui social e la capacità di concentrazione durante lo studio negli adolescenti; chiediamo gentilmente la vostra collaborazione rispondendo a questo questionario anonimo.
Grazie!
Età
☐ 11–13
☐ 14–15
☐ 16–17
☐ 18–19
Genere
☐ Maschio
☐ Femmina
☐ Altro / Preferisco non rispondere
Che ordine di scuola frequenti?
☐ Scuole medie
☐ Scuole superiori
Composizione familiare
☐ Genitori entrambi presenti
☐ Solo madre
☐ Solo padre
☐ Altro
Occupazione dei genitori
☐ Entrambi lavorano
☐ Solo uno lavora
☐ Nessuno lavora
☐ Altro
Titolo di studio dei genitori (il più alto)
☐ Licenza media
☐ Diploma superiore
☐ Laurea
☐ Altro
Disponibilità di un luogo tranquillo per studiare
☐ Sempre
☐ Spesso
☐ Qualche volta
☐ Mai
Numero di dispositivi digitali personali (smartphone, tablet, PC)
☐ 0–1
☐ 2
☐ 3
☐ 4 o più
Esistono regole familiari sull’uso dei social o dei dispositivi?
☐ Sì, regole rigide
☐ Sì, regole moderate
☐ Poche regole
☐ Nessuna regola
Quante ore al giorno trascorri mediamente sui social?
☐ Meno di 1 ora
☐ 1–2 ore
☐ 2–3 ore
☐ 3–4 ore
☐ Più di 4 ore
Quante volte al giorno apri le app dei social, anche per pochi secondi?
☐ 1–5 volte
☐ 6–10 volte
☐ 11–20 volte
☐ 21–30 volte
☐ Più di 30 volte
Durante lo studio, quante volte interrompi il lavoro per controllare i social?
☐ Mai
☐ 1–2 volte
☐ 3–5 volte
☐ 6–10 volte
☐ Più di 10 volte
Quando hai tempo libero, quanto spesso scegli di usare i social invece di altre attività (sport, lettura, ecc.)?
☐ Mai
☐ Raramente
☐ Qualche volta
☐ Spesso
☐ Sempre
Quanto ti senti obbligato/a a rimanere sempre connesso/a ai social?
☐ Per nulla
☐ Poco
☐ Abbastanza
☐ Molto
☐ Estremamente
Quanto spesso utilizzi i social prima di andare a dormire?
☐ Mai
☐ Raramente
☐ Qualche volta
☐ Spesso
☐ Sempre
Quanto spesso controlli i social appena ti svegli?
☐ Mai
☐ Raramente
☐ Qualche volta
☐ Spesso
☐ Sempre
Quanto ti risulta difficile non usare i social per alcune ore?
☐ Per nulla difficile
☐ Poco difficile
☐ Abbastanza difficile
☐ Molto difficile
☐ Estremamente difficile
Quanto consideri importanti i social network nella tua vita quotidiana?
☐ Per nulla
☐ Poco
☐ Abbastanza
☐ Molto
☐ Estremamente
Durante lo studio, tieni attive le notifiche dei social network?
☐ Mai
☐ Raramente
☐ Qualche volta
☐ Spesso
☐ Sempre
Per quanto tempo riesci di solito a mantenere la concentrazione su un compito di studio senza distrarti?
☐ Meno di 15 minuti
☐ 15–30 minuti
☐ 30–45 minuti
☐ 45–60 minuti
☐ Più di 60 minuti
Durante una tipica sessione di studio, quante distrazioni o interruzioni hai?
☐ Poche
☐ Alcune
☐ Abbastanza
☐ Molte
☐ Moltissime
Quando studi, quanto spesso riesci a capire i contenuti senza doverli rileggere più volte?
☐ Mai
☐ Raramente
☐ A volte
☐ Spesso
☐ Sempre
Quanto conosci e utilizzi strategie per migliorare la concentrazione (pause programmate, metodo del pomodoro, ecc.)?
☐ Per nulla
☐ Poco
☐ Abbastanza
☐ Molto
☐ Sempre
Dopo una distrazione, quanto facilmente riesci a tornare concentrato/a sullo studio?
☐ Per nulla
☐ Poco
☐ Abbastanza
☐ Molto
☐ Estremamente
Come valuti il tuo rendimento in attività di studio che richiedono molta concentrazione?
☐ Molto basso
☐ Basso
☐ Medio
☐ Buono
☐ Molto buono
9. TECNICHE DI ANALISI DEI DATI
Terminata l’operazione di rilevazione, tutte le informazioni raccolte sono state trascritte su un foglio Excel, per originare una matrice dati. La matrice dei dati è una tabella composta da tante righe quanti sono i referenti sotto esame e tante colonne quanti sono i fattori considerati per ogni referente. Ad ogni riga corrisponde un caso e ad ogni colonna corrisponde una variabile. All’incrocio di ogni riga e colonna è presente un dato, ossia il valore assunto da quella specifica variabile per quel determinato caso.
Utilizzando il programma JsStat abbiamo effettuato l'analisi monovariata e bivariata per analizzare i dati raccolti. Con l’analisi monovariata dei singoli fattori abbiamo ottenuto gli indici di tendenza centrale di ogni singola domanda. Ovvero:
- La media (aritmetica) è data dalla somma dei valori corrispondenti a ciascun caso divisa per il numero dei casi;
- La mediana è il punto che lascia alla sua sinistra e alla sua destra lo stesso numero di casi;
- La moda ossia la categoria con la frequenza più alta.
Abbiamo poi ottenuto gli indici di dispersione:
9.1 ANALISI MONOVARIATA
9.2 ANALISI BIVARIATA
10. INTERPRETAZIONE DEI DATI E CONTROLLO DELLE IPOTESI
In seguito all’elaborazione dei dati ottenuti dall’analisi monovariata abbiamo ricavato la seguente interpretazione:
In seguito all’analisi bivariata i dati di maggiore rilevanza sono:
CONTROLLO DELLE IPOTESI
Partendo dalla nostra ipotesi e analizzandola con i dati riscontrati con il questionario possiamo dedurre che c’è relazione tra l’uso dei social e la concentrazione durante lo studio negli adolescenti. Nonostante i valori di x quadro non possono essere significativi si può trarre che un forte uso comporta una minore attenzione e concentrazione durante lo studio. Ci sono casi dove chi riesce a stare particolarmente lontano dai social o li usa in maniera moderata ha migliore concentrazione durante lo studio. Si può notare come chi supera un determinato tempo di utilizzo dei dispositivi abbia un calo notevole a livello scolastico.
AUTORIFLESSIONE
Nel corso di questo lavoro abbiamo svolto una ricerca sperimentale partendo dal problema di ricerca “Vi è una relazione tra il tempo trascorso sui social e la capacità di concentrazione nello studio negli adolescenti?”. Questa esperienza ci ha permesso di entrare concretamente in contatto con l’ambito della pedagogia sperimentale, che prima non conoscevamo, comprendendone non solo gli aspetti teorici ma anche quelli pratici, metodologici e le modalità operative.
Attraverso questo lavoro abbiamo imparato come strutturare una ricerca: dalla definizione del problema, alla formulazione ipotesi, alla scelta degli strumenti di rilevazione più adatti, del campione e delle tecniche di raccolta dei dati. Così, per la prima volta ci siamo confrontate con strumenti come le matrici dei dati, comprendendo come organizzare e leggere le informazioni in modo sistematico. Inoltre abbiamo sperimentato l’uso di programmi specifici per la raccolta e l’elaborazione dei dati, come JsStat, oltre alla realizzazione di una mappa concettuale tramite Wmap. Questo percorso non è stato immediato: inizialmente abbiamo riscontrato difficoltà proprio nell’individuare un problema che fosse realmente indagabile e coerente con gli strumenti a disposizione ma queste attività ci hanno aiutato a sviluppare competenze nuove e più concrete.
Un altro aspetto importante è stato il lavoro di coppia. Durante tutta l’indagine abbiamo collaborato in modo attivo, dividendoci i compiti e confrontandoci sulle diverse fasi del lavoro. Nei momenti di difficoltà, soprattutto nella comprensione di alcuni passaggi metodologici e nell’uso degli strumenti, ci siamo aiutate a vicenda cercando di trovare insieme soluzioni efficaci per arrivare ad un risultato condiviso.
In conclusione, questo lavoro è stato utile sia per acquisire nuove conoscenze nel campo della ricerca sperimentale, sia per rafforzare la nostra capacità di collaborare in modo efficace, permettendoci di crescere sia a livello formativo che personale.