CORSO DI LAUREA DI SCIENZE DELL’EDUCAZIONE
DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA E SCIENZE DELL’EDUCAZIONE
Anno Accademico 2025/2026
CORSO DI PEDAGOGIA SPERIMENTALE
Prof. Roberto Trinchero
RAPPORTO DI RICERCA EMPIRICA
Vi è relazione tra l’ambiente familiare e apprendimento nei nidi?
Lavoro di ricerca a cura di:
Balbi Noemi 1169207
Delbravo Priscilla 1223235
Giallorenzo Beatrice 1178654
Gianre Alice 1136866
INDICE
1. DEFINIZIONE DEL PROBLEMA CONOSCITIVO DI PARTENZA, TEMA DI RICERCA E OBIETTIVO DI RICERCA (Alice)
1.1. Problema di ricerca
1.2. Tema di ricerca
1.3. Obiettivo conoscitivo didattico
2. COSTRUZIONE DEL QUADRO TEORICO (Alice)
2.1. Mappa concettuale
2.2. Sviluppo del quadro teorico
2.3. Bibliografia & Sitografia
3. SCELTA DELLA STRATEGIA DI RICERCA (Alice)
4. IPOTESI DI LAVORO (Alice)
5. IDENTIFICAZIONE DI FATTORI DIPENDENTI, INDIPENDENTI, MODERATORI E VARIABILI DI SFONDO (Beatrice)
5.1 Fattori dipendenti
5.2. Fattori indipendenti
5.3. Fattori moderatori
5.4 Variabili di sfondo
6. DEFINIZIONE OPERATIVA DEI FATTORI (Beatrice)
6.1 Tabella a quattro colonne (fattori, indicatori, domande e
possibili risposte)
6.2 Tabella a quattro colonne dei fattori moderatori
6.3 Tabella a quattro colonne delle variabili di sfondo
7. DEFINIZIONE DELLA POPOLAZIONE DI RIFERIMENTO, NUMEROSITÀ DEL CAMPIONE E TIPOLOGIA DI CAMPIONAMENTO (Noemi)
7.1. Popolazione presa come riferimento
7.2. Numerosità del campione utilizzato
7.3. Strategia scelta per estrarre il campione
8. DEFINIZIONE DI TECNICHE E STRUMENTI DI RILEVAZIONE DEI DATI (Noemi)
9. DEFINIZIONE DEL PIANO DI RACCOLTA DEI DATI (Noemi)
9.1. Piano di raccolta dei dati
9.2. Questionario
10. MATRICE DEI DATI (Priscilla)
11. ANALISI DEI DATI E INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI (Priscilla)
11.1. Analisi monovariata
11.2. Analisi bivariata
12. CONCLUSIONE E AUTORIFLESSIONE (Priscilla)
1. DEFINIZIONE DEL PROBLEMA CONOSCITIVO DI PARTENZA, TEMA DI RICERCA E OBIETTIVO DI RICERCA
1.1. Problema di ricerca
Vi è relazione tra ambiente familiare e apprendimento nei nidi?
1.2. Tema di ricerca
Ambiente familiare e apprendimento nei nidi
1.3. Obiettivo conoscitivo didattico
Stabilire se vi è relazione tra ambiente familiare e apprendimento nei nidi.
Abbiamo scelto questo problema di ricerca per verificare se vi è un reale apprendimento nei nidi e se influisce o viene influenzato dall’ambiente familiare e se esiste una cooperazione tra la famiglia e il nido.
2. COSTRUZIONE DEL QUADRO TEORICO
2.1. Mappa concettuale
2.2. Sviluppo del quadro teorico
La famiglia si configura come un sistema solido in una realtà variabile, capace di adattarsi ai cambiamenti personali, economici, politici e giuridici, rispondendo ai nuovi stili di vita e alle trasformazioni delle relazioni di coppia, genitoriali e sociali.
In quanto sistema aperto, il nucleo familiare è chiamato a confrontarsi costantemente con l’ambiente esterno, negoziando ruoli e ridefinendo modalità relazionali per garantire la propria continuità.
È possibile individuare una diversa classificazione dei parental styles, ovvero degli stili educativi: autoritario, trascurante, permissivo e, quello considerato il più funzionale, autorevole, tipico del genitore che sa stabilire regole chiare, esercita l’assertività ed è in grado di porre limiti, anche attraverso il “dire di no”, senza rinunciare a manifestazioni affettive calde e autentiche. In questo contesto, il bambino viene stimolato a sviluppare capacità di autoregolazione, assertività e cooperazione.
I figli cresciuti in un clima educativo autorevole tendono a mostrarsi competenti, socievoli e motivati al raggiungimento degli obiettivi; presentano inoltre maggiori probabilità di sviluppare senso critico, sicurezza personale, buona autostima e adeguate capacità di adattamento.
Di conseguenza non deve esistere uno stile educativo familiare statico, poiché esso si costruisce progressivamente nel tempo ed è soggetto a continue trasformazioni.
Difficoltà, conflitti, crisi e persino carenze trovano una loro collocazione nel ruolo genitoriale se si adotta una prospettiva processuale, che riconosce alla famiglia una natura complessa e in continuo cambiamento. Bisogna accettare l'idea che non esistano genitori “inesperti”, “incapaci” o “colpevoli”, ma piuttosto genitori che si trovano ad agire in una determinata situazione.
Il modello tradizionale, rigido e centralizzato, ha progressivamente lasciato spazio alla famiglia contemporanea che appare come un sistema flessibile e in continua trasformazione, capace di adattarsi ai profondi cambiamenti della società.
La crisi dei valori fondamentali, unita alla perdita di modelli adulti autorevoli e al crescente senso di incertezza, coinvolge l’istituzione familiare. Sempre più spesso i genitori avvertono una difficoltà nel rapporto con i figli e nel compito educativo, percependo condizioni di fragilità e isolamento. Tali condizioni generano un sentimento diffuso di inadeguatezza e una scarsa fiducia nelle proprie capacità genitoriali, alimentando ansia e timori crescenti.
Perciò subentra una nuova realtà che acquisisce una funzione fondamentale: il nido d’infanzia. Viene istituito con la legge 1.044 del 1971 con lo scopo di provvedere alla temporanea custodia del bambino e si configura come una risposta concreta alle difficoltà della famiglia contemporanea (e come co-protagonista dell’educazione primaria). Il nido è un contesto sicuro in cui il bambino può iniziare a sviluppare la propria autonomia, questa dinamica è influenzata dalla qualità della relazione genitore-bambino e di conseguenza dagli stili di attaccamento.
L’intervento educativo diventa così un percorso dinamico, realizzato in alleanza con la famiglia “in situazione”, finalizzato a promuovere processi di crescita ed evoluzione piuttosto che un adattamento imposto in modo unidirezionale. Solidarietà, dialogo, confronto aperto, pluralità di contesti, scelte condivise e competenze diversificate rappresentano gli elementi distintivi di questo processo educativo.
È ampiamente riconosciuto il valore arricchente di una relazione positiva tra scuola e famiglia nei contesti di co-costruzione del percorso educativo: un processo narrativo condiviso, in cui ogni attore contribuisce allo sviluppo del bambino, lasciando spazio al confronto, allo scambio, alla verifica e alla revisione reciproca. Si tratta di un sistema di feedback intensi, all’interno del quale prende forma un riconoscimento reciproco delle emozioni e delle aspettative delle due principali agenzie educative, dando significato a un percorso che coinvolge adulti e bambini con pari intensità.
Le scelte delle famiglie rispetto al nido dipendono soprattutto da fattori economici (costo delle rette), organizzativi (orari e conciliazione lavoro–famiglia), culturali (fiducia e propensione al nido) e dalla presenza di alternative come nonni o servizi privati. Il nido ha una funzione educativa e una funzione sociale. Un buon rapporto di fiducia tra famiglie ed educatori riduce il rischio di ritiro.
Tra i fattori che influenzano l’iscrizione incidono: età del bambino, esperienze precedenti dei genitori, bisogno di supporto alla genitorialità, differenze culturali e costo della retta.
I ritiri al nido avvengono dopo l’iscrizione e sono dovuti principalmente a: cambiamenti lavorativi dei genitori, problemi di salute del bambino, costi elevati, trasferimenti.
Le rinunce al nido riguardano famiglie che, pur avendo ottenuto il posto, non concludono l’iscrizione. Le cause principali sono: rette alte e poca chiarezza sui costi, scarsa flessibilità degli orari, inserimenti lunghi e costosi, distanza del servizio.
I comuni cercano di ridurre rinunce e ritiri attraverso maggiore flessibilità, open day, attività con le famiglie e con servizi sanitari.
2.3. Bibliografia & Sitografia
3. SCELTA DELLA STRATEGIA DI RICERCA
Abbiamo scelto di utilizzare una ricerca standard perché ci permette di spiegare e descrivere quantitativamente la capacità di apprendimento dei bambini nei nidi in relazione all'ambiente familiare.
4. IPOTESI DI LAVORO
Dopo aver scelto di utilizzare una ricerca standard abbiamo stabilito che l’ipotesi di ricerca è presente e di conseguenza abbiamo optato per una ricerca confermativa: vogliamo dimostrare una relazione tra l’ambiente familiare e l’apprendimento nei nidi.
Si tratta di una relazione bidirezionale poiché l’uno influisce sull’altro e viceversa.
5. IDENTIFICAZIONE DI FATTORI DIPENDENTI, INDIPENDENTI, MODERATORI E VARIABILI DI SFONDO
5.1 Fattori dipendenti
L’apprendimento nei nidi
5.2. Fattori indipendenti
L’ambiente familiare
5.3. Fattori moderatori
I fattori moderatori sono quei fattori che moderano la relazione tra i fattori dipendenti e indipendenti, abbiamo individuato i seguenti fattori:
5.4 Variabili di sfondo
Le variabili di sfondo non sono presenti nella definizione operativa, ma servono per descrivere il campione su cui si lavora e abbiamo individuato i seguenti fattori:
6. DEFINIZIONE OPERATIVA DEI FATTORI
6.1 Tabella a quattro colonne (fattori, indicatori, domande e possibili risposte)
FATTORI | INDICATORI | ITEMS | VARIABILI |
Dipendenti: Apprendimento nei nidi | Numero di parole acquisite in un mese | “Quante parole pensa che il bambino riesca ad acquisire in media in un mese?” | “5” “10” “20” “Altro” |
Frequenza di interazioni positive con i pari | “Ritiene che la socialità del bambino sia aumentata durante la frequenza al nido?” | ”Si” “Abbastanza” “No” “Altro…” | |
Autonomia | “Ritiene che il bambino/a abbia acquisito una maggiore autonomia?” | “Si” “Abbastanza” “No” “Altro…” | |
Giochi | “Pensa che i giochi o le esperienze proposte al nido favoriscono lo sviluppo cognitivo e motorio? | “Si” “Abbastanza” “No” “Altro…” | |
Indipendenti: Ambiente familiare | Titolo di studio dei genitori | "Qual è il suo titolo di studio?” | “Licenza media” “Diploma superiore” “Laurea” “Master/dottorato” |
Rapporto | “Il rapporto adulto-bambino è…” | “Positivo” “Negativo” “Altro…” | |
Momento lettura | “Durante la giornata c’è un momento dedicato alla lettura?” | “Spesso” “A volte” “Mai” | |
Dialogo | “Il bambino riesce a comunicare sufficientemente con l’adulto?” | ”Si” “Abbastanza” “No” “Altro…” |
6.2 tabella a quattro colonne fattori moderatori
FATTORI | INDICATORI | ITEMS | VARIABILI |
Ingresso al nido | Età e frequenza al nido | “Il bambino è…” | “Iscritto al nido” “Stato iscritto al nido” “Stato ritirato dal nido” |
“A che età ha inserito il bambino/a al nido?” | “3 mesi” “12 mesi” “24 mesi” “36 mesi” “Altro…” | ||
“Quanti giorni a settimana il bambino/a frequenta il nido?” | “2” “3” “4” “5” | ||
Temperamento del bambino | Attaccamento | “Come reagisce il bambino/a quando deve affrontare la separazione della figura di riferimento? (Nido, sport…)” | “Tranquillo” “Piange” “Altro” |
“Come reagisce il bambino quando deve affrontare il ricongiungimento con la figura di riferimento?” | “Tranquillo” “Felice” “Piange” “Non vuole andare” “Altro” | ||
Interventi scolastici | Qualità del servizio | “Quanto è soddisfatto dell’organizzazione del servizio?” | “Molto soddisfatto” “Soddisfatto” “Abbastanza soddisfatto” “Poco soddisfatto” |
“Pensa che al nido vengono svolte attività sufficienti a promuovere lo sviluppo del bambino/a?” | “Si” “Abbastanza” “No” “Altro…” | ||
”Pensa che ci sia cooperazione con il nido?” | ”Molta” “Abbastanza” “Poca” “Inesistente” | ||
Livello di stress familiare | Stress familiare | “Secondo lei un periodo di stress familiare (trasloco, separazione dei genitori…) può influenzare negativamente l’apprendimento del bambino/a?” | “Si” “Potrebbe” “No” “Altro” |
6.3 Tabella a quattro colonne delle variabili di sfondo
VARIABILI DI SFONDO | INDICATORI | ITEMS | POSSIBILI RISPOSTE |
Ruolo | Ruolo adulto | “Che ruolo ricopre nella vita del bambino?” | “Genitore” “Nonno” “Altri parenti” “Tutore” |
Età | Età del bambino | “Quanti anni ha il bambino attualmente?” | “Risposta aperta” |
Genere | Identità di genere del bambino | “Qual è il genere del bambino?” | “Maschio” “Femmina” “Altro” |
Composizione familiare | Numero componenti della famiglia | “Quante persone fanno parte del nucleo familiare?” | “2” “3” “4” “Altro…quanti?” |
“Il bambino/a è…” | “Primogenito/a” “Secondogenito/a” “Altro…” | ||
Luogo di residenza | Residenza del bambino | “Luogo di residenza” | “Risposta aperta” |
“Dove vive il bambino?” | “Città” “Campagna” “Montagna” “Periferia” | ||
Situazione Socio-economica | Livello economico Familiare | “Come descriverebbe la sua situazione economica?” | ”Precaria” “Stabile” “Benestante” |
7. DEFINIZIONE DELLA POPOLAZIONE DI RIFERIMENTO, NUMEROSITÀ DEL CAMPIONE E TIPOLOGIA DI CAMPIONAMENTO
7.1. Popolazione presa come riferimento
La popolazione di riferimento su cui abbiamo basato la nostra ricerca comprende i bambini dai 0 ai 7 anni che hanno frequentato o che stanno frequentando il nido.
7.2. Numerosità del campione utilizzato
Al questionario hanno risposto 31 adulti tra genitori e parenti del bambino/a, in quanto i bambini non sono in grado di rispondere alle domande.
7.3. Strategia scelta per estrarre il campione
Abbiamo scelto il campionamento per elementi rappresentativi in quanto abbiamo ritenuto più qualificati i genitori, nonni, tutori a rispondere a determinate domande sull’apprendimento al nido.
8. DEFINIZIONE DI TECNICHE E STRUMENTI DI RILEVAZIONE DEI DATI
Somministreremo questionari strutturati, perché permettono di raccogliere dati quantitativi standardizzati da un ampio numero di adulti. Questi questionari contengono item relativi ai fattori dipendenti (apprendimento nei nidi), indipendenti (ambiente familiare), moderatori; inoltre includono sezioni per raccogliere dati sulle variabili di sfondo (ruolo dell’adulto, età, genere, ecc.).
9. DEFINIZIONE DEL PIANO DI RACCOLTA DEI DATI
9.1. Piano di raccolta dei dati
Contesto in cui vengono rilevati i dati:
I questionari verranno compilati online tramite una piattaforma dedicata, accessibile da qualsiasi dispositivo.
Soggetti coinvolti:
Adulti (genitore, nonni, tutori): compileranno un questionario per valutare l’apprendimento dei bambini coinvolti all’interno dell’asilo o in contesto familiare.
Reperimento dei soggetti:
Gli adulti verranno contattati direttamente tramite messaggi con annesso il link del questionario, spiegando il valore educativo e scientifico della ricerca.
Motivazione alla partecipazione:
I partecipanti saranno informati che la ricerca mira a indagare la relazione tra l’ambiente familiare e l’apprendimento nei nidi. La somministrazione online dei questionari garantisce un processo semplice e veloce, accessibile da qualsiasi dispositivo.
Tecniche e strumenti utilizzati:
Saranno utilizzati questionari online.
Come e quando verranno somministrati questi strumenti:
I questionari verranno inviati online tramite un link condiviso con gli adulti.
La procedura sarà organizzata così:
9.2. Questionario
Introduzione
Gentili genitori, nonni, parenti e tutori, siamo un gruppo di studentesse del corso di Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino. Vi invitiamo a compilare questo questionario, che ha l’obiettivo di analizzare la relazione tra l’ambiente familiare e l’apprendimento nei nidi.
La compilazione richiederà solo pochi minuti. Il questionario è completamente anonimo e le informazioni raccolte saranno utilizzate esclusivamente per finalità di ricerca. Vi chiediamo gentilmente di rispondere alle domande. Vi ringraziamo per il tempo e la disponibilità.
Domande di sfondo
Fattori moderatori
Fattori indipendenti
Fattori dipendenti
10. MATRICE DEI DATI
Spiegazione delle colonne:
11. ANALISI DEI DATI E INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI
11.1. Analisi monovariata
11.2. Analisi bivariata
12. CONCLUSIONE E AUTORIFLESSIONE
La nostra ricerca ha confermato che c’è relazione tra l’apprendimento nei nidi e l’ambiente familiare dei bambini. In particolar modo abbiamo visto, grazie ai risultati del questionario, che due fattori: una maggiore autonomia e una migliore comunicazione del bambino, siano la conseguenza di una buona relazione.
Cosa abbiamo imparato
Abbiamo imparato a progettare e condurre una ricerca, a raccogliere e analizzare dati in modo critico, e a comprendere meglio come l’ambiente familiare influisca sull'apprendimento nei nidi.
Cosa rifaremmo allo stesso modo
Rifaremmo allo stesso modo la definizione delle ipotesi e la strategia di ricerca, che si sono rivelate ben strutturate.
Cosa rifaremmo in modo diverso
Amplieremmo il campione per avere dati più rappresentativi e useremmo anche interviste per ottenere informazioni più dettagliate.
Margini di miglioramento
Potremmo migliorare l'analisi dei dati usando strumenti statistici più avanzati e confrontando i nostri risultati con quelli di altre ricerche simili.
Punti di forza del nostro lavoro
I punti di forza sono la costruzione del quadro teorico, la scelta dei fattori
Punti di debolezza
Le debolezze principali sono state le tempistiche nello svolgimento del lavoro, il campione ridotto e il rischio di risposte poco oggettive nei questionari.
In conclusione, dato che siamo interessate all’argomento dei nidi, questa ricerca ci ha permesso di apprendere nuove competenze inerenti e ci ha offerto nuovi spunti lavorativi futuri.