Rapporto di ricerca empirica :

‘’Esiste una relazione tra azioni intraprese dal caregiver e qualità del momento del pasto di un bambino?’’

A cura di Bissone Gaia (1134025), Coppola Martina (1135974), Ilaria Parpaiola (1119103) e Giorgia Passeri (1134297).

INDICE

  1. Introduzione
  2. Problema di ricerca
  3. Tema di ricerca
  4. Obiettivo di ricerca
  5. Quadro teorico
  6. Mappa concettuale
  7. Strategia di ricerca
  8. Ipotesi di ricerca
  9. Identificazione e definizione operativa dei fattori
  10. Popolazione di riferimento, numerosità campione e tipologia di campionamento
  11. Questionario
  12. Tecniche e strumenti di rilevazione dati
  13. Piano di raccolta dati
  14. Analisi dei dati e interpretazione dei risultati

1. Analisi monovariata

2. Analisi bivariata

3. Controllo delle ipotesi e interpretazione dei risultati

  1. Autoriflessione
  2. Bibliografia e sitografia

  1. Introduzione

Nei primi anni di vita di un bambino, il momento del pasto non è solo un momento in cui vengono soddisfatti i bisogni fisiologici del bambino, ma è un momento che va compreso all’interno di una cornice relazionale. La qualità della relazione che il bambino instaura con il proprio caregiver primario, ha un ruolo molto importante nella qualità del momento del pasto del bambino e nello sviluppo di comportamenti alimentari.

Il pasto è un contesto in cui il bambino sperimenta autonomia, esprime bisogni e preferenze e si confronta con limiti e regole, per questo è molto importante che il caregiver funga da base sicura.

  1. Problema di ricerca

Vi è relazione tra azioni intraprese dal caregiver e qualità del momento del pasto di un bambino?

  1.  Tema di ricerca

Azioni intraprese dal caregiver e qualità del momento del pasto di un bambino.

  1. Obiettivo di ricerca

Stabilire se esiste una relazione tra le azioni intraprese dal caregiver e la qualità del momento del pasto di un bambino.

  1. Quadro teorico

L’alimentazione nella prima infanzia rappresenta un processo fondamentale non soltanto per il soddisfacimento dei bisogni fisiologici del bambino, ma anche per il suo sviluppo emotivo, relazionale, cognitivo e sociale. Il momento del pasto costituisce infatti uno dei primi contesti di interazione tra bambino e caregiver, all’interno del quale si sviluppano dinamiche comunicative e affettive che contribuiscono alla costruzione del legame relazionale e dell’identità del bambino. Mangiare non riguarda esclusivamente gli aspetti nutrizionali, ma implica anche relazione, piacere, convivialità e appartenenza culturale. Infatti, nel corso delle interazioni alimentari, il caregiver svolge un ruolo centrale nel riconoscimento e nell’interpretazione dei segnali comunicativi del bambino, come fame, sazietà, interesse o rifiuto del cibo. Attraverso processi di sintonizzazione affettiva e reciprocità diadica, l’adulto risponde ai bisogni del bambino favorendo lo sviluppo della regolazione emotiva e dell’autoregolazione. Una risposta sensibile, coerente e rispettosa dei tempi del bambino contribuisce a creare un’esperienza alimentare percepita come sicura e rassicurante.In questa prospettiva, assume particolare rilevanza la teoria dell’attaccamento elaborata da John Bowlby, secondo cui la qualità della relazione primaria influenza profondamente il modo in cui il bambino affronta le esperienze quotidiane, compreso il momento del pasto. In presenza di un attaccamento sicuro, il bambino tende a mostrarsi più sereno, disponibile all’esplorazione e aperto alle nuove esperienze alimentari. Al contrario, relazioni caratterizzate da insicurezza o incoerenza possono manifestarsi attraverso comportamenti oppositivi, selettività alimentare, rifiuto del cibo o maggiore difficoltà nella gestione del momento del pasto.

Il passaggio dall’alimentazione esclusivamente lattea all’introduzione dei cibi solidi rappresenta un’importante fase di crescita relazionale, durante la quale bambini e genitori imparano progressivamente a conoscersi e a interpretare reciprocamente i segnali verbali e non verbali. Questa interazione costituisce la base per la costruzione di un rapporto positivo con il cibo e può avere effetti significativi anche nel lungo periodo. E’ anche molto importante il concetto di “alimentazione responsiva” (responsive feeding), definita come l’insieme delle risposte tempestive, appropriate e coerenti del caregiver ai segnali di fame e sazietà del bambino. Tale approccio si basa sulla fiducia nelle competenze del bambino e sulla promozione della sua capacità di autoregolazione. Secondo il principio della divisione di responsabilità, i genitori hanno il compito di decidere cosa, quando e dove mangiare, offrendo alimenti sani e un contesto relazionale sereno, mentre il bambino mantiene la libertà di decidere se e quanto mangiare. Questo modello educativo favorisce lo sviluppo dell’autonomia e riduce il rischio di conflitti durante il pasto. L’alimentazione responsiva si collega strettamente anche alla promozione delle competenze emotive del bambino. Il cibo, infatti, non dovrebbe essere utilizzato come strumento consolatorio per calmare emozioni o stati di disagio diversi dalla fame reale, poiché ciò potrebbe interferire con la capacità del bambino di riconoscere e distinguere i propri bisogni interni. Favorire l’ascolto dei segnali corporei permette invece al bambino di sviluppare maggiore consapevolezza di sé e delle proprie sensazioni.

Un ulteriore elemento centrale riguarda il ruolo dell’ambiente familiare nella costruzione delle preferenze alimentari. I bambini apprendono attraverso l’imitazione e l’osservazione degli adulti di riferimento: i genitori rappresentano quindi il principale modello educativo rispetto alle abitudini alimentari. Mangiare insieme in famiglia, condividendo gli stessi alimenti in un clima emotivamente positivo, contribuisce non solo alla costruzione di sane abitudini alimentari, ma anche al rafforzamento del senso di appartenenza e dell’identità sociale del bambino. Inoltre, le prime esperienze sensoriali con il cibo influenzano la formazione delle preferenze alimentari future: esperienze positive, ripetute e prive di forzature facilitano l’accettazione di nuovi sapori e favoriscono un rapporto equilibrato con l’alimentazione.

Un altro fattore molto importante è il rispetto di tempi e competenze individuali del bambino durante l’introduzione dell’alimentazione complementare: ogni bambino possiede ritmi di sviluppo differenti e manifesta in modo personale la propria disponibilità verso il cibo solido. In questa prospettiva, l’osservazione attenta del bambino da parte dei caregiver assume un ruolo fondamentale per sostenere un percorso alimentare rispettoso dei suoi bisogni evolutivi.

Infine, l’alimentazione nella prima infanzia non può essere considerata esclusivamente un processo biologico o nutrizionale, ma deve essere letta come un’esperienza educativa complessa, profondamente intrecciata alle dinamiche relazionali, affettive e culturali. Il momento del pasto rappresenta quindi uno spazio privilegiato di crescita, comunicazione e costruzione del legame tra bambino e caregiver, influenzando il benessere psicofisico e lo sviluppo globale del bambino.

  1. Mappa concettuale

  1. Strategia di ricerca

Io e le mie colleghe abbiamo optato per una ricerca di tipo standard, utilizzando un approccio metodologico quantitativo, che riesca a spiegare gli stati assunti dal fattore dipendente (esperienza emotivo-comportamentale del pasto) sulla base di quelli assunti dal fattore indipendente (strategie genitoriali di regolazione del pasto), in modo da poter interpretare una certa realtà educativa, raccogliendo ed elaborando dati osservabili e misurabili, cercando di individuare una possibile relazione tra i due fattori.

  1. Ipotesi di ricerca

 Esiste una relazione tra azioni intraprese dal caregiver e qualità del momento del pasto di un bambino.

  1. Identificazione e definizione operativa dei fattori  

8.1 Identificazione dei fattori

Fattore indipendente : strategie genitoriali di regolazione del pasto

Fattore dipendente : esperienza emotivo-comportamentale del pasto

8.2 Definizione operativa

FATTORE

INDICATORE

ITEM DI RILEVAZIONE

VARIABILE

Strategie genitoriali di regolazione del pasto (FATTORE INDIPENDENTE)

Frequenza di lodi durante il pasto

Quanto spesso commenti positivamente le azioni del bambino durante il pasto?

  1. Sempre
  2. A volte
  3. Raramente
  4. Mai

Uso di distrazioni (TV/Tablet)

Quanto spesso utilizzi i dispositivi elettronici per tenerlo tranquillo/seduto durante il pasto?

  1. Sempre
  2. A volte
  3. Raramente
  4. Mai

Coercizione (forzare il cucchiaio)

Quanto spesso forzi il bambino a finire il pasto?

  1. Sempre
  2. A volte
  3. Raramente
  4. Mai

FATTORE

INDICATORE

ITEM DI RILEVAZIONE

VARIABILE

Esperienza emotivo-comportamentale del pasto

(FATTORE DIPENDENTE)

Durata del pasto

Quanto dura mediamente un pasto?

  1. Meno di 20 minuti
  2. Circa 30 minuti
  3. Più di 30 minuti
  4. 1 ora

Frequenza di rifiuto del cibo

Quanto spesso tende a rifiutare il cibo proposto?

  1. Sempre
  2. A volte
  3. Raramente
  4. Mai

Espressioni di disagio del bambino durante il pasto

Quanto spesso esprime disagio durante il pasto?

  1. Sempre
  2. A volte
  3. Raramente
  4. Mai

Variabili di sfondo → genere dell'adulto ; età del bambino

  1.  Popolazione di riferimento, numerosità campione, tipologia di campionamento

10.1 Popolazione di riferimento

Bambini compresi nella fascia di età 0-3 anni.

10.2 Tipologia

La tipologia del campionamento utilizzato è di tipo non probabilistico accidentale, cioè su soggetti facilmente reperibili.

10.3Numerosità del campionamento : 30 persone

  1.  Questionario

  1.  Tecniche e strumenti di rilevazione

Per raccogliere i dati abbiamo utilizzato una tecnica di raccolta dati ad alta strutturazione, che prevede l’utilizzo di un questionario a risposte chiuse. Lo strumento di raccolta dati utilizzato è un questionario, a risposte chiuse, da compilare online tramite google form.

 

  1.  Piano di raccolta dati

Per raccogliere i dati abbiamo creato un questionario utilizzando Google Form, e l’abbiamo somministrato ad alcuni genitori. Abbiamo scelto di utilizzare un questionario online, anonimo, in modo da poter raggiungere più persone. Il link per il questionario è stato distribuito attraverso canali informali (whatsapp). In circa 3/4 giorni abbiamo ottenuto il numero di risposte necessario ad avviare la nostra ricerca.

  1. Analisi dei dati e interpretazione dei risultati

14.1 Analisi monovariata

Conclusa la fase di raccolta dati, abbiamo caricato i dati su Fogli Google, creando così la nostra matrice dati, in cui ogni colonna corrisponde a una variabile e ogni riga a un caso.

Dopodiché abbiamo analizzato i dati utilizzando il software JsStat, inserendo la matrice dati nella sezione apposita; in questo modo abbiamo avviato l’analisi monovariata di tutte le variabili. Questo include anche il calcolo della distribuzione di frequenza, semplice e cumulata, l’elaborazione degli indici di tendenza centrale, quindi moda, mediana e media, e di dispersione e la realizzazione di rappresentazioni grafiche.

Genere dell’adulto

Quanti mesi ha il bambino?

Quanto spesso commenti positivamente le azioni del bambino durante il pasto?

(1 → A volte; 2 → Mai; 3 → Raramente; 4 → Sempre)

Quanto spesso utilizzi i dispositivi elettronici per tenerlo tranquillo/seduto durante il pasto?

(1→ A volte; 2 → Mai; 3 → Raramente; 4 → Sempre)

Quanto dura mediamente un pasto?

(1 → Circa 30 minuti; 2 → Meno di 20 minuti; 3 → Più di 30 minuti)

Quanto spesso tende a rifiutare il cibo proposto?

(1 → A volte; 2 → Mai; 3 → Raramente; 4 → Sempre)

Quanto spesso forzi il bambino durante il pasto?

(1 → A volte; 2 → Mai; 3 → Raramente; 4 → Sempre)

Quanto spesso esprime disagio durante il pasto?

(1 → A volte; 2 → Mai; 3 → Raramente; 4 → Sempre)

14.2 Analisi bivariata

Successivamente, mediante il software JsStat, abbiamo incrociato ogni variabile generata dal fattore indipendente (azioni intraprese dal caregiver) con ogni variabile generata dal fattore dipendente (qualità del momento del pasto di un bambino) in modo da constatare la presenza di possibili relazioni significative tra i due fattori e quindi non dovuti al caso; per fare ciò abbiamo condotto un’analisi bivariata.

Siccome le variabili generate sono di tipo categoriale (ordinate), l’incrocio tra esse è avvenuto attraverso la generazione di tabelle a doppia entrata, che ci hanno permesso di rilevare le frequenze osservate (O), cioè quelle osservate sul campione e le frequenze attese (A), cioè quelle che avremmo se non ci fosse relazione tra le due variabili, inoltre abbiamo rilevato i residui standardizzati di cella (rs), ovvero lo scarto tra la frequenza osservata e attesa in rapporto alla radice quadrata della frequenza attesa, per vedere qual è la probabilità che vi sia attrazione o repulsione tra le modalità corrispondenti a quella cella; più è maggiore lo scostamento tra le frequenze osservate e quelle attese, tanto più aumenta la probabilità che tra le variabili esista una relazione significativa. 

Tabella a doppia entrata:
Quanto spesso commenti positivamente le azioni del bambino durante il pasto? x Quanto dura mediamente un pasto

Quanto dura mediamente un pasto->

Quanto spesso commenti positivamente le azioni del bambino durante il pasto?

Circa 30 minuti

Meno di 20 minuti

Più di 30 minuti

Marginale

di riga

A volte

14

12.1

0.5

1

2.9

-1.1

4

4

0

19

Mai

0

0.6

-

1

0.2

-

0

0.2

-

1

Raramente

1

0.6

-

0

0.2

-

0

0.2

-

1

Sempre

6

7.6

-0.6

3

1.8

0.9

3

2.5

0.3

12

Marginale

di colonna

21

5

7

33

Il valore di X quadro non è significativo dato che vi sono frequenze attese minori di 1. Fare riferimento ai residui standardizzati.

74%

5%

21%

0%

100%

0%

100%

0%

0%

50%

25%

25%

14

1

4

0

1

0

1

0

0

6

3

3

A volte

Mai

Raramente

Sempre

0.5

0.9

0.3

A volte

Mai

Raramente

Sempre

-1.1

-0.6

 

 

   

Circa 30 minuti

   

Meno di 20 minuti

   

Più di 30 minuti

Tabella a doppia entrata:
Quanto spesso commenti positivamente le azioni del bambino durante il pasto? x Quanto spesso tende a rifiutare il cibo proposto?

Quanto spesso tende a rifiutare il cibo proposto?->

Quanto spesso commenti positivamente le azioni del bambino durante il pasto?

A volte

Mai

Raramente

Sempre

Marginale

di riga

A volte

7

5.8

0.5

2

4

-1

9

7.5

0.6

1

1.7

-0.6

19

Mai

0

0.3

-

1

0.2

-

0

0.4

-

0

0.1

-

1

Raramente

1

0.3

-

0

0.2

-

0

0.4

-

0

0.1

-

1

Sempre

2

3.6

-0.9

4

2.5

0.9

4

4.7

-0.3

2

1.1

0.9

12

Marginale

di colonna

10

7

13

3

33

Il valore di X quadro non è significativo dato che vi sono frequenze attese minori di 1. Fare riferimento ai residui standardizzati.

37%

11%

47%

5%

0%

100%

0%

0%

100%

0%

0%

0%

17%

33%

33%

17%

7

2

9

1

0

1

0

0

1

0

0

0

2

4

4

2

A volte

Mai

Raramente

Sempre

0.5

0.6

0.9

0.9

A volte

Mai

Raramente

Sempre

-1

-0.6

-0.9

-0.3

 

 

   

A volte

   

Mai

   

Raramente

   

Sempre

Tabella a doppia entrata:
Quanto spesso commenti positivamente le azioni del bambino durante il pasto? x Quanto spesso esprime disagio durante il pasto?

Quanto spesso esprime disagio durante il pasto?->

Quanto spesso commenti positivamente le azioni del bambino durante il pasto?

A volte

Mai

Raramente

Marginale

di riga

A volte

4

4

0

5

5.2

-0.1

10

9.8

0.1

19

Mai

0

0.2

-

1

0.3

-

0

0.5

-

1

Raramente

1

0.2

-

0

0.3

-

0

0.5

-

1

Sempre

2

2.5

-0.3

3

3.3

-0.2

7

6.2

0.3

12

Marginale

di colonna

7

9

17

33

Il valore di X quadro non è significativo dato che vi sono frequenze attese minori di 1. Fare riferimento ai residui standardizzati.

21%

26%

53%

0%

100%

0%

100%

0%

0%

17%

25%

58%

4

5

10

0

1

0

1

0

0

2

3

7

A volte

Mai

Raramente

Sempre

0.1

0.3

A volte

Mai

Raramente

Sempre

-0.1

-0.3

-0.2

 

 

   

A volte

   

Mai

   

Raramente

Tabella a doppia entrata:
Quanto spesso utilizzi i dispositivi elettronici (tv/tablet/telefono) per tenerlo tranquillo/seduto durante il pasto? x Quanto dura mediamente un pasto

Quanto dura mediamente un pasto->

Quanto spesso utilizzi i dispositivi elettronici (tv/tablet/telefono) per tenerlo tranquillo/seduto durante il pasto?

Circa 30 minuti

Meno di 20 minuti

Più di 30 minuti

Marginale

di riga

A volte

2

2.5

-0.3

1

0.6

-

1

0.8

-

4

Mai

16

13.4

0.7

2

3.2

-0.7

3

4.5

-0.7

21

Raramente

3

4.5

-0.7

1

1.1

-0.1

3

1.5

1.2

7

Sempre

0

0.6

-

1

0.2

-

0

0.2

-

1

Marginale

di colonna

21

5

7

33

Il valore di X quadro non è significativo dato che vi sono frequenze attese minori di 1. Fare riferimento ai residui standardizzati.

50%

25%

25%

76%

10%

14%

43%

14%

43%

0%

100%

0%

2

1

1

16

2

3

3

1

3

0

1

0

A volte

Mai

Raramente

Sempre

0.7

1.2

A volte

Mai

Raramente

Sempre

-0.3

-0.7

-0.7

-0.7

-0.1

 

 

   

Circa 30 minuti

   

Meno di 20 minuti

   

Più di 30 minuti

Tabella a doppia entrata:
Quanto spesso utilizzi i dispositivi elettronici (tv/tablet/telefono) per tenerlo tranquillo/seduto durante il pasto? x Quanto spesso tende a rifiutare il cibo proposto?

Quanto spesso tende a rifiutare il cibo proposto?->

Quanto spesso utilizzi i dispositivi elettronici (tv/tablet/telefono) per tenerlo tranquillo/seduto durante il pasto?

A volte

Mai

Raramente

Sempre

Marginale

di riga

A volte

2

1.2

0.7

0

0.8

-

1

1.6

-0.5

1

0.4

-

4

Mai

7

6.4

0.3

6

4.5

0.7

7

8.3

-0.4

1

1.9

-0.7

21

Raramente

1

2.1

-0.8

0

1.5

-1.2

5

2.8

1.4

1

0.6

-

7

Sempre

0

0.3

-

1

0.2

-

0

0.4

-

0

0.1

-

1

Marginale

di colonna

10

7

13

3

33

Il valore di X quadro non è significativo dato che vi sono frequenze attese minori di 1. Fare riferimento ai residui standardizzati.

50%

0%

25%

25%

33%

29%

33%

5%

14%

0%

71%

14%

0%

100%

0%

0%

2

0

1

1

7

6

7

1

1

0

5

1

0

1

0

0

A volte

Mai

Raramente

Sempre

0.7

0.3

0.7

1.4

A volte

Mai

Raramente

Sempre

-0.5

-0.4

-0.7

-0.8

-1.2

 

 

   

A volte

   

Mai

   

Raramente

   

Sempre

Tabella a doppia entrata:
Quanto spesso utilizzi i dispositivi elettronici (tv/tablet/telefono) per tenerlo tranquillo/seduto durante il pasto? x Quanto spesso esprime disagio durante il pasto?

Quanto spesso esprime disagio durante il pasto?->

Quanto spesso utilizzi i dispositivi elettronici (tv/tablet/telefono) per tenerlo tranquillo/seduto durante il pasto?

A volte

Mai

Raramente

Marginale

di riga

A volte

1

0.8

-

0

1.1

-1

3

2.1

0.7

4

Mai

5

4.5

0.3

8

5.7

0.9

8

10.8

-0.9

21

Raramente

1

1.5

-0.4

0

1.9

-1.4

6

3.6

1.3

7

Sempre

0

0.2

-

1

0.3

-

0

0.5

-

1

Marginale

di colonna

7

9

17

33

Il valore di X quadro non è significativo dato che vi sono frequenze attese minori di 1. Fare riferimento ai residui standardizzati.

25%

0%

75%

24%

38%

38%

14%

0%

86%

0%

100%

0%

1

0

3

5

8

8

1

0

6

0

1

0

A volte

Mai

Raramente

Sempre

0.7

0.3

0.9

1.3

A volte

Mai

Raramente

Sempre

-1

-0.9

-0.4

-1.4

 

 

   

A volte

   

Mai

   

Raramente

Tabella a doppia entrata:
Quanto spesso forzi il bambino durante il pasto? x Quanto dura mediamente un pasto

Quanto dura mediamente un pasto->

Quanto spesso forzi il bambino durante il pasto?

Circa 30 minuti

Meno di 20 minuti

Più di 30 minuti

Marginale

di riga

A volte

7

6.8

0.1

1

1.4

-0.4

2

1.8

0.2

10

Mai

8

8.1

-0.1

2

1.7

0.2

2

2.1

-0.1

12

Raramente

4

3.4

0.3

0

0.7

-

1

0.9

-

5

Sempre

0

0.7

-

1

0.1

-

0

0.2

-

1

Marginale

di colonna

19

4

5

28

Il valore di X quadro non è significativo dato che vi sono frequenze attese minori di 1. Fare riferimento ai residui standardizzati.

70%

10%

20%

67%

17%

17%

80%

0%

20%

0%

100%

0%

7

1

2

8

2

2

4

0

1

0

1

0

A volte

Mai

Raramente

Sempre

0.1

0.2

0.2

0.3

A volte

Mai

Raramente

Sempre

-0.4

-0.1

-0.1

 

 

   

Circa 30 minuti

   

Meno di 20 minuti

   

Più di 30 minuti

Tabella a doppia entrata:
Quanto spesso forzi il bambino durante il pasto? x Quanto spesso tende a rifiutare il cibo proposto?

Quanto spesso tende a rifiutare il cibo proposto?->

Quanto spesso forzi il bambino durante il pasto?

A volte

Mai

Raramente

Sempre

Marginale

di riga

A volte

4

2.9

0.7

0

2.1

-1.5

4

3.9

0

2

1.1

0.9

10

Mai

2

3.4

-0.8

5

2.6

1.5

5

4.7

0.1

0

1.3

-1.1

12

Raramente

2

1.4

0.5

1

1.1

-0.1

2

2

0

0

0.5

-

5

Sempre

0

0.3

-

0

0.2

-

0

0.4

-

1

0.1

-

1

Marginale

di colonna

8

6

11

3

28

Il valore di X quadro non è significativo dato che vi sono frequenze attese minori di 1. Fare riferimento ai residui standardizzati.

40%

0%

40%

20%

17%

42%

42%

0%

40%

20%

40%

0%

0%

0%

0%

100%

4

0

4

2

2

5

5

0

2

1

2

0

0

0

0

1

A volte

Mai

Raramente

Sempre

0.7

0.9

1.5

0.1

0.5

A volte

Mai

Raramente

Sempre

-1.5

-0.8

-1.1

-0.1

 

 

   

A volte

   

Mai

   

Raramente

   

Sempre

Tabella a doppia entrata:
Quanto spesso forzi il bambino durante il pasto? x Quanto spesso esprime disagio durante il pasto?

Quanto spesso esprime disagio durante il pasto?->

Quanto spesso forzi il bambino durante il pasto?

A volte

Mai

Raramente

Marginale

di riga

A volte

3

2.5

0.3

1

3.2

-1.2

6

4.3

0.8

10

Mai

1

3

-1.2

6

3.9

1.1

5

5.1

-0.1

12

Raramente

2

1.3

0.7

2

1.6

0.3

1

2.1

-0.8

5

Sempre

1

0.3

-

0

0.3

-

0

0.4

-

1

Marginale

di colonna

7

9

12

28

Il valore di X quadro non è significativo dato che vi sono frequenze attese minori di 1. Fare riferimento ai residui standardizzati.

30%

10%

60%

8%

50%

42%

40%

40%

20%

100%

0%

0%

3

1

6

1

6

5

2

2

1

1

0

0

A volte

Mai

Raramente

Sempre

0.3

0.8

1.1

0.7

0.3

A volte

Mai

Raramente

Sempre

-1.2

-1.2

-0.1

-0.8

 

 

   

A volte

   

Mai

   

Raramente

14.3 Controllo delle ipotesi e interpretazione dei risultati

A seguito della somministrazione del questionario e dell’elaborazione statistica dei dati raccolti, abbiamo sviluppato una lettura interpretativa dei risultati ottenuti ; nel nostro caso il 76% delle risposte è stato dato da persone di genere femminile (corrispondenti a 25 casi) mentre il restante 24% da quelle di genere maschile (8 casi). La moda dei bambini analizzati nel nostro campione è di 3 mesi, mentre la mediana corrisponde a 23 mesi.

Abbiamo riscontrato indici di tendenza centrale e di dispersione specifici per ciascuna variabile monovariata analizzata : per quanto riguarda la frequenza dei commenti positivi (V3), la moda e la mediana corrispondono al valore 1 ("A volte") con uno squilibrio pari a 0,47 ; per l'uso dei dispositivi elettronici (V4) abbiamo registrato una moda e una mediana pari a 2 ("Mai") e uno squilibrio di 0,47 ; infine, per la durata media del pasto (V5), la moda e la mediana corrispondono al valore 1 ("Circa 30 minuti") e con un indice di squilibrio di 0,47. In generale, gli indici di dispersione rivelano distribuzioni piuttosto concentrate (lo squilibrio si mantiene inferiore a 1 in tutte le variabili esaminate, indicando una ridotta dispersione intorno alle modalità prevalenti).

Dall’analisi bivariata effettuata incrociando le variabili dei comportamenti del caregiver con quelle dell'esperienza del pasto del bambino, abbiamo osservato che la differenza tra la frequenza osservata del campione sotto esame e la frequenza attesa non è particolarmente marcata, inducendoci a ipotizzare una generale assenza di relazioni statisticamente rilevanti tra le dimensioni analizzate. In tutte le tabelle a doppia entrata generate (come V3xV6, V3xV8, V4xV5, V4xV6, V4xV8 ecc.), il valore del X^2 (Chi quadro) non è risultato significativo o calcolabile in modo attendibile, dal momento che la maggior parte delle celle presenta frequenze attese minori di 1. Di conseguenza, l'analisi non permette di rigettare l'ipotesi nulla di indipendenza, indicando che i dati osservati non si discostano in modo significativo da una situazione di assenza di relazione.

Per ovviare a questo limite e comprendere l'andamento delle risposte, abbiamo fatto riferimento ai residui standardizzati di cella. Una parte significativa di questi residui è risultata inferiore allo zero, indicando che le frequenze effettivamente osservate sono inferiori rispetto a quelle teoriche attese (segno di una leggera repulsione locale tra le modalità). Al contrario gli altri residui mostrano valori positivi molto vicini allo zero dimostrando che gli scostamenti riscontrati sono minimi e ampiamente attribuibili al caso o a oscillazioni campionarie accidentali, confermando l'assenza di legami sistematici stabili.

In conclusione, possiamo quindi dedurre che non ci sia una relazione statisticamente rilevante tra le specifiche azioni e strategie intraprese dal caregiver e la qualità o l'esperienza emotivo-comportamentale del momento del pasto del bambino nel campione esaminato.

  1. Autoriflessione

La realizzazione di questa ricerca ci ha permesso di comprendere in modo concreto come si sviluppa una ricerca educativa, mettendo in pratica i concetti affrontati durante il corso di Pedagogia Sperimentale. Durante il lavoro abbiamo seguito tutte le fasi del processo di ricerca, dalla definizione del problema alla formulazione dell'ipotesi, fino alla costruzione del questionario, alla raccolta dei dati e alla loro analisi.

L'argomento scelto ci ha dato l'opportunità di approfondire il ruolo del caregiver durante il momento del pasto, permettendoci di comprendere come questo rappresenti non solo un bisogno fisiologico, ma anche un'importante esperienza relazionale ed educativa.

Uno degli aspetti che ci ha fatto maggiormente riflettere riguarda i risultati ottenuti. Pur partendo dall'ipotesi che esistesse una relazione tra le strategie adottate dal caregiver e la qualità del momento del pasto, l'analisi statistica non ha evidenziato relazioni significative.

Tra questi rientrano sicuramente la numerosità ridotta del campione e la tipologia di campionamento utilizzata, che non consentono di estendere i risultati all'intera popolazione. Questa esperienza ci ha fatto capire quanto la scelta del campione e la progettazione dello strumento di rilevazione incidano sui risultati finali.

Anche il lavoro di gruppo ha rappresentato un valore aggiunto. Il confronto continuo ci ha permesso di discutere le diverse idee, prendere decisioni condivise e affrontare insieme le difficoltà emerse durante la costruzione del questionario e l'analisi dei dati.

Se dovessimo ripetere questa ricerca, dedicheremmo più attenzione alla formulazione delle domande del questionario, cercando di renderle più chiare e precise. In questo modo pensiamo che sarebbe possibile raccogliere informazioni più dettagliate e ridurre eventuali dubbi nell'interpretazione delle domande da parte dei partecipanti. Questo ci permetterebbe di ottenere dati più coerenti con gli obiettivi della ricerca e di approfondire meglio alcuni aspetti legati alle strategie adottate dai caregiver durante il momento del pasto.

  1. Bibliografia e sitografia

Articolo ‘’Il punto di vista dell’Associazione Culturale Pediatri sull’alimentazione complementare’’ di Associazione Culturale Pediatri.

Libro ‘’Psicodinamica dell’alimentazione nella prima infanzia’’ di Silva Cimino.