Didattica per bambini sordi (scuola primaria) di Roberta Petrelli (roberta.petrelli@inwind.it), Adalisa De Benedittis (adalisadebenedittis@tiscali.it), Serena Alemanni (serenaalemanni@yahoo.it), Anna Rita Perri (annaritaperri@libero.it).

Questo percorso didattico è stato elaborato dalla psicolinguista Carla Antoniotti ed è rivolto agli insegnanti ed agli educatori che lavorano con bambini audiolesi. Attualmente è in fase di sperimentazione in una seconda classe della scuola primaria, presso la Direzione Didattica “Anna Frank” di Torino.

I destinatari non sono solo bambini audiolesi e stranieri frequentanti i primi anni della scuola primaria, ma anche bambini normodotati.

Gli obiettivi sono:

1) comprendere la costruzione della struttura della frase in italiano;

2) riflettere sulla produzione della frase;

3) visualizzare, attraverso il disegno nel “cerchio magico” i processi mentali di elaborazione della frase;

4) scomporre una frase, composta anche da subordinate, e ridurla a frase minima;

5) collaborare al fine di trovare una modalità comune e da tutti condivisa per cercare i simboli;

6) consolidare il gruppo classe.

È consigliabile svolgere queste attività a cadenza settimanale (una o due volte durante la settimana) in modo da tenere sempre vivo l’interesse degli alunni verso il tipo di attività e una valutazione in itinere degli obiettivi prefissati.

Il percorso fornisce le basi di una linea didattica flessibile, facilmente adattabile e riproponibile a seconda delle esigenze della classe, nel senso che può essere utilizzato sia per mettere le fondamenta del lavoro sulla struttura della frase, sia come rinforzo delle competenze acquisite a riguardo.

Flessibilità è la parola chiave quando si ha a che fare con un alunno affetto da ipoacusia e con l'handicap in generale:

- flessibilità nell'organizzazione della classe (gruppo classe e piccoli gruppi, lezioni frontali e lezioni individualizzate);

- flessibilità nell'uso dei linguaggi verbali, iconici, mimico-gestuali (uso di immagini, schemi, mappe concettuali);

- flessibilità nell'uso di risorse anche extrascolastiche (genitori e operatori della riabilitazione);

- flessibilità nelle procedure di valutazione.

A proposito di strategie di valutazione è utile spendere qualche parola in più a riguardo.

Innanzitutto è necessario anticipare all'alunno sordo il tipo verifica che dovrà svolgere, per cui è consigliabile proporre un modello della prova in anticipo.

E' utile, inoltre, concedere all'alunno sordo sempre la possibilità di eseguire le prove in tempi supplementari, con il supporto del mediatore della comunicazione che interverrà per accertarsi che al bambino sia chiaro il lavoro da svolgere.

E' possibile anche pensare a delle prove da svolgere oralmente, anche se al resto della classe verranno proposte come verifica scritta, al fine di focalizzare l'attenzione dell'alunno sulla conoscenza dell'argomento e non sulla forma utilizzata per esprimere i concetti.

Tutto ciò deve essere ponderato all'interno del team delle insegnanti di classe che, mettendo in atto la propria professionalità, decideranno come procedere tenendo conto che il bambino sordo deve essere strettamente collegato alle singole discipline. Non esiste, infatti, per tale minoranza un ostacolo totale all'accesso alle discipline, e qualora ci fossero difficoltà nelle competenze linguistico-verbali, vi sono ottime risorse alternative altrettanto efficaci: l'uso di linguaggi iconici, di cui il Metodo Antoniotti è un ottimo esempio, ma anche di schemi, tabelle, disegni, video, o spiegazioni del valore semantico di un lessico elaborato.

Per l'alunno sordo, pertanto, dovranno essere previste tutte le materie, alcune delle quali potranno usufruire di modalità propositive differenziate od equipollenti, comunque omogenee al percorso del programma e con una valutazione che tenga conto delle difficoltà tipiche dell'handicap.


 
  1. Autovalutazione
  2. Tecniche didattiche sperimentali per bambini sordi
  3. Comportamenti da adottare in classe
  4. Principi fondamentali del metodo Antoniotti
  5. Come procedere in classe
  6. Il metodo Antoniotti nella IIB della scuola "E. Giachino" di Torino anche per gli alunni stranieri
  7. Fasi della lezione
  8. Suggerimenti per le attività
  9. Suggerimenti per le attività (2)
  10. Come in classe...
  11. Le “parole magiche” rappresentate in classe
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Edurete.org Roberto Trinchero