Psicologia dello sviluppo di Roberta Solimeo

2.c.ii. Condizionamento classico e operante: Pavlov, Skinner e Bandura

Il condizionamento classico (quello del cane di Pavlov) si manifesta quando un animale o una persona associa uno stimolo neutro ad uno significativo e poi risponde al primo stimolo come se fosse il secondo (il cane associa il campanello al cibo e risponde con la salivazione al campanello come se si trattasse del cibo). Il condizionamento classico presuppone l’esistenza di comportamenti innati che rispondono a situazioni geneticamente programmate (saliva-cibo, chiusura delle palpebre- soffio, paura –rumore ecc) che possono associarsi a stimoli nuovi in seguito ad esperienze ripetute.

Condizionamento operante

Nel condizionamento operante, ampiamente indagato da Skinner [E] [F] (1904-1990), l'organismo (animale o uomo) impara che un particolare comportamento produce una determinata conseguenza: se è positiva, l'organismo ripeterà il comportamento, se negativa, invece, non lo ripeterà. Secondo la legge dell'effetto (Thorndike, Skinner, infatti, il comportamento è determinato dalle sue conseguenze. Le risposte diventano più probabili come risultato di alcune conseguenze e meno probabili come risultato di altre. Attraverso il condizionamento operante - dispensando ricompense e qualche punizione si può addestrare, ad esempio, un animale a passare attraverso un cerchio, così come una bambino a "a tenersi pulito". Un concetto fondamentale di questa teoria è quello di rinforzo. Si possono distinguere:

  • rinforzi positivi: conseguenze che aumentano la probabilità che si manifestino i comportamenti a cui sono rese contingenti;

  • rinforzi negativi: conseguenze che aumentano la probabilità che si manifesti un comportamento togliendo qualcosa o riducendolo di intensità;

  • punizioni: conseguenze che riducono la probabilità che si manifestino i comportamenti a cui sono rese contingenti.

I rinforzi dati a ritmo intermittente risultano mantenere più a lungo i comportamenti che impiegano tanto tempo ad interrompersi.
Vediamo un esempio di problema interpretato dal punto di vista della teoria comportamentista.
Problema: un insegnante vuol far aumentare il livello di attenzione di un ragazzo. A questo ragazzo piace il rinforzo sociale (per esempio, l'insegnante che sorride, la lode verbale, ecc.) e non gli piace perdere l'intervallo. Se l'insegnante loda il ragazzo (rinforzo positivo) o smette di aggrottare le ciglia (rinforzo negativo) quando egli presta attenzione, è più probabile che in futuro stia attento. Se l'insegnante gli fa saltare l'intervallo (punizione) quando è disattento, la sua disattenzione diminuirà.
Ma cosa si deve fare se uno studente non esibisce mai il comportamento desiderato, ad esempio non presta mai attenzione? Skinner [E] ha sostenuto che si deve usare la strategia del modellamento che consiste nel cominciare a rinforzare qualsiasi comportamento che si avvicini a quello desiderato.
I teorici più recenti dell'apprendimento hanno studiato anche forme di apprendimento meno dirette, pur potenti, sottolineando come le persone possano apprendere anche semplicemente osservando il comportamento degli altri, senza sperimentare personalmente alcun condizionamento. Tali teorici hanno ampliato la teoria dell'apprendimento, detta teoria dell'apprendimento sociale, in base a due fatti principali:
1. l'interesse per il comportamento osservabile è stato integrato dalla preoccupazione per le componenti cognitive che sottostanno all'apprendimento osservativo (i fattori cognitivi influenzano ciò che viene osservato);
2. la percezione che una persona ha della propria competenza (autoefficacia) influenza ogni tipo di comportamento.
Secondo Albert Bandura, (1925) il più importante esponente di questa teoria moderna dell'apprendimento, gli effetti del rinforzo sono mediati da pensieri e convinzioni. Il fatto che gli individui si aspettino di essere rinforzati in un comportamento è più importante del fatto che in precedenza siano stati rinforzati per quel comportamento. Le convinzioni degli individui circa il rinforzo futuro sembrano essere cause determinanti del loro comportamento, più importanti delle vere e proprie storie di rinforzo. Lo studioso ha parlato infatti di apprendimento vicario, ossia dell'impegnarsi in un comportamento come risultato dell'osservazione delle conseguenze di un altro individuo impegnato in quel comportamento. Le esperienze personali di rinforzo e punizione non sono quindi necessarie perché si manifesti un dato comportamento. Inoltre, importante risulta la percezione che un individuo ha della propria competenza, che può provenire da quattro diverse fonti:

  • L'esperienza reale: successi e fallimenti passati;

  • Le esperienze vicarie:(osservare altri che completano un compito con successo): sono le più influenti quando si ha poca esperienza personale in un compito;

  • La persuasione verbale: l'incoraggiamento può sostenere la fiducia in sé (Provaci, so che puoi farlo);

  • Lo stimolo psicologico percezione delle proprie reazioni in riferimento alle prestazioni passate.


Gli individui sono visti come persone che elaborano attivamente gli eventi e che sviluppano le aspettative relative al rinforzo, piuttosto che come persone che si comportano in modo automatico secondo precedenti contingenze di rinforzo. La storia del rinforzo non ha un effetto diretto sulle cognizioni degli individui, bensì è filtrata attraverso la memoria personale, le interpretazioni e le distorsioni. Bandura ha anche parlato di modellamento astratto, cioè l'astrazione che un individuo fa di una regola generale dopo aver osservato dei comportamenti specifici. In conclusione, nella teoria dell'apprendimento sociale il comportamento è considerato il prodotto del processo di determinismo reciproco: le caratteristiche della persona , il suo comportamento e l'ambiente si influenzano e controllano l'un l'altro. Pertanto, il comportamento del bambino, agente attivo, influenza e "crea" il proprio ambiente. Secondo Bandura, l'influenza dell'ambiente sia sulle azioni future che su quelle passate diventa cognitiva quando il bambino rappresenta simbolicamente la relazione tra la situazione, il suo comportamento e il risultato.

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