Psicologia dello sviluppo di Roberta Solimeo

2.b.i. A. Maslow

A. Maslow (1908-1970)

Lo studioso, che voleva discostarsi totalmente dalla teoria psicoanalitica, così come da quella dell'apprendimento, dominanti al tempo, ha sostenuto, in merito alla prima teoria, che Freud aveva parlato solo della nostra parte malata e, in merito alla seconda, che non si poteva dedurre leggi sul comportamento umano dallo studio sugli animali. Egli esaminò la personalità di soggetti che sembravano aver realizzato il massimo dello loro potenzialità (es. A. Lincoln e E. Roosevelt), individuando che erano:

  • realistiche,

  • creative,

  • spontanee,

  • spirituali,

  • indipendenti,

  • tendenti all'accettazione di sé,

  • tendenti alla realizzazione di uno scopo,

  • interessate agli altri esseri umani.


Inoltre avevano avuto delle cosiddette esperienze di picco, ossia momenti di intensa felicità e grande intuizione in cui potevano andare oltre l'esperienza comune (trascendere) e sentirsi integri e in comunione con la vita e il mondo. Secondo Maslow, se le persone non possono soddisfare i bisogni fondamentali, non possono esplicitare il loro potenziale. Nel corso dello sviluppo tali bisogni fondamentali sono:

  • bisogni fisiologici;

  • bisogni di sicurezza (protezione, stabilità);

  • bisogni di amore e appartenenza (accettazione, affiliazione);

  • bisogni di stima (reputazione, successo).



I bambini, rispetto agli adulti, hanno maggiori probabilità di dover soddisfare i bisogni di sicurezza, appartenenza o stima. La ricerca dell'autorealizzazione o autotrascendenza riguarda l'età adulta avanzata quando ci si pone interrogativi profondi sugli scopi di quello che si fa, sul significato complessivo della propria esistenza.

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