La prevenzione HIV di Manuela Letizia

I farmaci indicati in gravidanza

La prima droga consigliata per impedire la trasmissione verticale madre – figlio, è stata l’AZT (Zidovudina) [E1] scoperta nel 1994 attraverso lo studio PACTG 076 (Pediatric AIDS Clinical Trial Group) condotto in collaborazione tra Stati Uniti e Francia [I1] [E1].
Linee guida internazionali raccomandano due opzioni per le donne con un numero elevato di CD4:

  • usare una terapia antiretrovirale a breve termine (START) che prevede l’inizio del trattamento dopo il secondo trimestre (24° o alla 28° settimana di gestazione);

  • usare AZT in monoterapia dopo il secondo o terzo trimestre e durante il travaglio e sottoporsi a taglio cesareo elettivo, ossia prima che si rompano le acque e inizi il travaglio.

La seconda opzione viene però sconsigliata in quanto meno efficace nel ridurre la trasmissione verticale e soprattutto per il rischio di sviluppare resistenze all’AZT.
Prima di iniziare il trattamento è consigliato di sottoporsi comunque ad un test di resistenza per verificare che l’AZT sia attivo.
Può essere consigliata la combinazione di AZT e 3TC (Lamivudina), però la resistenza a quest’ultimo farmaco si sviluppa molto rapidamente e quindi è preferibile assumere i due farmaci in una combinazione di tre farmaci (preferibilmente con un inibitore di proteasi o un inibitore di trascrittasi inversa non nucleosidico).
Altro farmaco utilizzato spesso è la Nevirapine (NNRTI), nel caso in cui il numero dei CD4 sia inferiore a 250, è sconsigliato, invece, nel caso in cui la donna, sia essa in gravidanza o no, abbia un numero di CD4 superiore a 250, poiché può provocare tossicità epatica. Tuttavia è molto efficace perché raggiunge rapidamente tutti i distretti del corpo colpiti dal virus e ha un’ ”emivita” molto lunga; rimane in circolo nel sangue molto a lungo e di conseguenza, nel caso in cui si debba interrompere l’assunzione di una terapia di combinazione, bisogna smettere di assumere prima la Nevirapine e poi gli altri farmaci.
Sconsigliati sono la combinazione ddI/d4T per gli effetti collaterali gravi [I1] con esito anche fetale e l’Efavirenz che potrebbe causare danni cerebrali al feto.

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Edurete.org Roberto Trinchero