Traumatologia e Riabilitazione. Artrosi dell'anca di Claudia Danni

RIABILITAZIONE 2: OBIETTIVI ED ESERCIZI INDICATI PER COMBATTERE LA DEGENERAZIONE ARTROSICA

Il criterio di lavoro proposto, pur essendo uguale per tutti i casi a prescindere dalla gravità, può essere applicato in modo autonomo solo nei casi più lievi.

I criteri fondamentali da seguire sono i seguenti:

• Ridurre il sovraccarico;[F1] [E1]

• Migliorare la mobilità; [E1] [E2]

• Migliorare il tono muscolare.; [E1] [E2]

 Ridurre il sovraccarico.

Innanzitutto è necessario ridurre l’eventuale soprappeso. Vanno evitati tutti gli esercizi che, in qualche modo, facciano riferimento alla compressione delle anche. Quindi sono banditi gli esercizi quali piegamenti o squat. Si deve evitare, negli esercizi, il coinvolgimento dell’articolazione dell’anca. Non sono sicuramente indicate attività che prevedono salti, corse, balzi.

 Migliorare la mobilità. [F1] [ [I1]

La mobilità si riduce per due motivi:

- alterazioni scheletriche articolari;

- contratture antalgiche muscolari che si accompagnano a progressive retrazioni muscolo – tendinee.

Su entrambe le situazioni è opportuno un intervento di mobilizzazione attraverso dello stretching. Lo stretching deve essere eseguito con gradualità, anche affiancati da una persona che aiuti nel raggiungimento lento e progressivo della massima posizione (fine corsa articolare), da mantenersi per circa 30 secondi.

ESERCIZIO 1

OBIETTIVO: stretching dei muscoli adduttori.[FIG.1] [FIG.2] [FIG.3]

Posizione supina, gambe piegate, ginocchia e piedi uniti. Divaricare le gambe a piedi uniti, raggiungendo la fine corsa articolare con l’aiuto di una persona che applica una pressione verso l’esterno a livello delle ginocchia. Mantenere la posizione finale per 30 secondi circa.

ESERCIZIO 2

OBIETTIVO: stretching della muscolatura estensoria degli arti inferiori sul busto.

Posizione supina, con il sedere quanto più possibile vicino ad una parete, gambe appoggiate alla parete. Mantenere la posizione per qualche minuto, cercando di rilassarsi ed avvicinare il più possibile il sedere alla parete. Per associare anche lo stretching degli adduttori, rimanere nella stessa posizione ma a gambe divaricate. VEDI FIGURA

ESERCIZIO 3 vedi figura

OBIETTIVO: stretching dei muscoli glutei ed rotatori dell'anca.

Posizione supina, flettere una gamba ed appoggiare le mani sul ginocchio.Aiutandosi con le mani, avvicinare il ginocchio al petto compiendo un'espirazione, poi allontanarlo inspirando(respirazione diaframmatica). Il tutto molto lentamente. Ripetere 5-10 volte per gamba.

ESERCIZIO 4

OBIETTIVO: stretching dei muscoli adduttori ed intrarotatori delle gambe. Mantenimento di una corretta postura[I1] nella stazione seduta.[I1] [I2]

Sedersi a terra con le mani dietro alla schiena. Appoggiandosi alle braccia, allungare la colonna vertebrale verso l’alto e rivolgere il petto avanti alto, compiendo delle respirazioni profonde, ed aumentando la posizione durante la fase inspiratoria. Mantenere la posizione per circa 20 secondi.

ESERCIZIO 5

OBIETTIVO: stretching dei muscoli flessori della coscia sul busto.

OCCORRENTE: un asciugamano/telo oppure un compagno.

Posizione in decubito prono, gambe unite. Flettere una gamba, senza staccare il ginocchio da terra, ed aiutarsi con il telo a trazionare il piede verso il gluteo. Oppure avvalersi dell’aiuto di un compagno, che progressivamente cerca di aumentare la tensione del quadricipite avvicinando il piede al gluteo. Mantenere la posizione per circa 30 secondi e cambiare gamba. VEDI FIGURA

 Migliorare il tono muscolare

La via finale comune della riabilitazione consiste nel recuperare un buon tono e trofismo muscolare dei muscoli stabilizzatori come gli extrarotatori, gli intrarotatori, gli adduttori e gli abduttori, sia dei muscoli prevalentemente motori, cioè quelli della catena flessoria ed estensoria: il tutto cercando di scaricare il più possibile l’anca. L’obiettivo non è una ipertrofia muscolare, ma uno sviluppo funzionale il cui primo obiettivo è la stabilizzazione. La stabilizzazione a sua volta è finalizzata alla riduzione del dolore e al rallentamento del processo degenerativo.

Seguono esempi di esercizi che rafforzano il quadricipite ed il tricipite della sura senza il coinvolgimento dell’articolazione dell’anca

ESERCIZIO 1

OBIETTIVO: rafforzamento del quadricipite femorale.[I1]

Posizione seduta, schiena eretta, gambe unite; distendere le gambe in avanti, mantenendo la posizione a gambe tese per circa 5 secondi (progredendo con l’allenamento si cerchi di mantenere la posizione per 10-15 secondi)e ritorno. Da ripetersi 15 – 20 volte.

ESERCIZIO 1/bis

OCCORRENTE: una corda (in questo caso è necessario l’aiuto di una persona esterna), una sedia o sgabello.

Sempre in posizione seduta, ma necessariamente su una sedia o uno sgabello, farsi passare una corda attorno alle caviglie, tenuta alle estremità da una persona posta alle nostre spalle. Distendere le gambe e tornare nella posizione di partenza, cercando di vincere la resistenza creata dal nostro compagno con la fune (nella fase di estensione) e frenando la trazione nella fase di ritorno. Da ripetersi 15 – 20 volte.

ESERCIZIO 2

OBIETTIVO: rafforzamento del tricipite della sura.[E1]

OCCORRENTE: un compagno o un peso consistente (circa 10 Kg)

Posizione seduta, aiutati da un compagno che applica una resistenza appoggiandosi alle nostra ginocchia (sedendosi sopra o applicando la resistenza con le mani), sollevare lentamente i talloni da terra, fermandosi a percepire la contrazione del tricipite della sura per 5 secondi e ritorno. Da ripetersi 15 – 20 volte.

ESERCIZIO 3

OBIETTIVO: rafforzare i glutei, muscoli fondamentali per il controllo dell’anca.[I1]

Sdraiarsi a pancia in giù su di un piano orizzontale (letto o tavolo, per esempio), con le gambe tese ed i piedi appoggiati al suolo. Sollevare alternativamente le gambe, fino a portarle nella posizione orizzontale. Tornare quindi alla posizione iniziale a gambe tese unite. Da ripetersi 20 volte (10 per gamba).

ESERCIZIO 4

OBIETTIVO: migliorare il tono dei muscoli intrarotatori ed extrarotatori.[I1] [I2]

Posizione supina, a gambe tese, leggermente divaricate. Ruotare contemporaneamente le due gambe verso l’esterno, e quindi verso l’interno. Ripetere 15 – 20 volte.

ESERCIZIO 5

OBIETTIVO: rafforzare i muscoli adduttori[E1] [I1] ed abduttori.[E1][E2] [I1]

Posizione supina e gambe tese. Mantenendo una gamba aderente al suolo, portare lateralmente l’altra gamba e tornare alla posizione iniziale. Ripetere l’esercizio alternativamente con le due gambe per 30 volte.

CONTROLLO DEGLI OBIETTIVI

Il controllo degli obiettivi consiste nel verificare il miglioramento della mobilità, del tono e del trofismo muscolare che spesso si accompagnano ad un miglioramento della sintomatologia dolorosa, che in fin dei conti è ciò che interessa maggiormente al soggetto colpito da artrosi d’anca.

   8/10   

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Edurete.org Roberto Trinchero