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Galilei - le scoperte astronomiche

Galilei - le scoperte astronomiche

Il 1909, che segno’ un nuovo orientamento nella vita di Galilei, e’ anche un anno di importanza decisiva nella storia della scienza. Le grandi scoperte astronomiche non solo mettevano in crisi la tradizionale immagine del mondo, ma facevano anche cadere alcune obiezioni, che a molti erano apparse decisive, contro il sistema del mondo di Niccolo’ Copernico. La Luna ha una natura terrestre e tuttavia si muove nei cieli: da questo punto di vista il moto della Terra non appare piu’ un’assurdita’, ne’, per negare il moto della Terra, si puo’ piu’ far ricorso ad una differenza di nature. Giove, con i satelliti che gli ruotano attorno, sembra fornire una sorta di modello, in scala ridotta, dell’universo copernicano. Le osservazioni compiute sulle stelle fisse mostrano come esse siano ad una distanza incomparabilmente piu’ grande di quella dei pianeti e non siano affatto, come vuole la tradizione, immediatamente dietro al cielo di Saturno. Una delle obiezioni piu’ forti presentate contro il sistema di Copernico era l’assenza di un parallasse osservabile dalle stelle. Il fenomeno della parallasse si fonda sul cambiamento di posizione che si verifica quando lo stesso oggetto e’ osservato da luoghi diversi. Quanto maggiore e’ la distanza, tanto minore risultera’ lo spostamento. L’obiezione era: se la Terra si muove nello spazio, l’aspetto delle costellazioni dovrebbe mutare di stagione in stagione. L’impossibilita’ di determinare la parallasse viene ora spiegata con l’immensa distanza delle stelle. Nuovi argomenti per l’abbandono del sistema tolemaico e in favore di quello copernicano, vengono anche forniti dalle scoperte astronomiche che Galileo compie poco prima della sua partenza da Padova e del suo trasferimento a Firenze con il titolo di “Filosofo e matematico primario del Granduca”. Si tratta dell’aspetto “tricorporeo” di Saturno (il cosiddetto anello e’ inaccessibile al cannocchiale di Galilei); dell’osservazione delle macchie solari; della scoperta delle fasi di Venere. L’osservazione che Venere va “mutando le figure nell’istesso modo che fa la Luna” appare giustamente a Galilei di importanza decisiva. Essa dimostra la somiglianza tra Venere, la Luna, la Terra; consente di affermare che la luce di Venere e’ riflessa; rivela infine (ed e’ la cosa piu’ importante) una realta’ di fatto che non e’ in alcun modo inseribile nel quadro tolemaico del mondo ne’ e’ spiegabile adottando quel punto di vista.

L’adesione galileiana alla dottrina copernicana risale, come si e’ visto, a quasi quindici anni prima delle scoperte astronomiche. Essa non nasce sul terreno dell’accettazione di un’ipotesi, ma su quello ben diverso, dell’accoglimento di una nuova visione del mondo reale. Do[pop le grandi scoperte astronomiche del 1610, Galilei abbandona ogni atteggiamento di cautela. L’una e’ che i pianeti sono tutti opachi; l’altra e’ che essi ruotano attorno al Sole. Cio’ e’ stato “creduto”, ma non “sensatamente provato” dai Pitagorici, da Copernico, da Keplero, dallo stesso Galilei.

Si andava, proprio in quel giro d’anni, addensando la tempesta. Galileo scrive lettere tutte rivolte ad un’opera di persuasione e di convinzione delle nuove verita’. Le dirige ai discepoli entusiasti ed attenti, agli avversari in tono ironico e tagliente, cerca di procurarsi nuovi e piu’ autorevoli appoggi. Il pericolo, tuttavia, non proveniva dalla pedanteria dei professori che Galilei aveva satireggiato durante il suo soggiorno a Pisa, e non proveniva neppure dagli ambienti dell’aristotelismo. La controversia sulla verita’ copernicana aveva una portata culturale e “politica” enormemente ampia, tale da sfuggire all’ottimismo fiducioso e sanguigno di Galilei. In questi ani egli appare convinto della possibilita’ di una vittoria a breve scadenza. Vede di fronte a se’ solo l’ignoranza e la presunzione dei singoli. Non si rende conto ne’ delle posizioni che andavano maturando in taluni ambienti ecclesiastici, ne’ delle implicazioni di carattere generale che sono presenti nelle sue stesse posizioni.

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