Lavorazioni non convenzionali dei materiali di Gianluca Tararbra (akagitano@gmail.com), Fabrizio Valente (fabrizio.valente@fastwebnet.it), Vincenzo Aurea (vincenzo.aurea@gmail.com)

3.1 Generalità

Come è stato già  evidenziato, l'elettroerosione a filo è un processo che trova il suo maggiore impiego nella realizzazione di forme molto complesse in 2D e 3D con materiali conduttori. Il processo è un'evoluzione dell'elettroerosione a tuffo ed ha fatto la sua prima comparsa alla fine degli anni '60. Vedi figura 3.1

L'EDWC differisce dall'EDM convenzionale per la presenza del filo che funge da elettrodo utensile; esso si svolge da un rocchetto, passa attraverso il pezzo, e si riavvolge su un secondo rocchetto. Il movimento del filo era inizialmente guidato da comandi a programma, nel cui caso il movimento nominale era derivato da sagome o campioni. Sistemi di comando di questo tipo sono, oggi, sostituiti dal controllo numerico, poichè presentavano errori di trasmissione delle misure, dai campioni al pezzo, generando errori di misura e di forma inaccettabili. Un'altra particolarità  di questi impianti è nell'utilizzo dell'acqua demineralizzata come dielettrico. Il pezzo non è quasi mai completamente immerso nel dielettrico e l'acqua è introdotta nel gap da un getto localizzato. Le scariche elettriche sono le stesse dell'EDM ed il materiale è eroso davanti al filo che scorre senza instaurare contatti con il pezzo. Il funzionamento è analogo a quello della sega a nastro, con la differenza che qui esiste un gap fra pezzo ed utensile mantenuto costante da un sistema di controllo computerizzato e che varia generalmente da 0,025 a 0,050 mm. Con l'EDWC si possono operare tagli su metalli difficili da lavorare con tecnologie convenzionali e senza dover ricorrere a rettifica. L'elevato grado di accuratezza e di finitura superficiale consente l'applicazione del processo nella realizzazione di matrici per lo stampaggio, filiere per l'estrusione e nella fabbricazione di elettrodi per l'EDM. Grazie al controllo computerizzato ai tempi di lavorazione relativamente lunghi, un solo operatore può gestire più macchine con evidente risparmio di manodopera qualificata.

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Edurete.org Roberto Trinchero