Il Sistema di Numerazione Binario di Aleck Ferrari (rezeus@excite.it), Michele Guerra, Alberto Mazzucato, Matteo Insabella

2.2     - Rappresentazione in Modulo e Segno

[I1] [F1] [F2] [ES1] [ES2]

All’interno del calcolatore si deve codificare una nuova informazione, oltre il modulo anche il segno. Si possono utilizzare per questo tre diversi metodi:

  • rappresentazione in modulo e segno
  • rappresentazione in complemento a 1
  • rappresentazione in complemento a 2

Nella rappresentazione in modulo e segno, degli n bit riservati, il primo codifica il segno, ed i rimanenti (n-1) codificano il modulo.

Si utilizza generalmente la seguente convenzione:

 

0 à segno +

1 à segno -

 

Poiché con (n-1) bit il campo dei moduli rappresentabili va dal decimale 0 al decimale 2n-1-1, con questo tipo di rappresentazione sono codificabili i numeri decimali:

Ad esempio, con n = 4 bit sono rappresentabili tutti gli interi compresi nell’intervallo da – 7 a + 7:

 

 

0

0

0

0

 

+0

 

 

1

0

0

0

 

- 0

0

0

0

1

 

+1

 

 

1

0

0

1

 

- 1

0

0

1

0

 

+2

 

 

1

0

1

0

 

- 2

0

0

1

1

 

+3

 

 

1

0

1

1

 

- 3

0

1

0

0

 

+4

 

 

1

1

0

0

 

- 4

0

1

0

1

 

+5

 

 

1

1

0

1

 

- 5

0

1

1

0

 

+6

 

 

1

1

1

0

 

- 6

0

1

1

1

 

+7

 

 

1

1

1

1

 

- 7

 

 

 con 8 bit da - 127 a + 127, con 16 bit da – 32767 a + 32767 ecc…

 

Questa tipologia di rappresentazione, nonostante la sua semplicità, presenta alcuni inconvenienti. In primo luogo non è biunivoca in quanto lo zero ha due rappresentazioni (con n = 4 può essere 0000 e 1000) ed inoltre presenta problemi di efficienza nella esecuzione delle operazioni aritmetiche di addizione e sottrazione. Si cercano quindi rappresentazioni diverse dal modulo e segno come il complemento a 1 e il complemento a 2.

 

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