La nascita dei fascismi in Italia e Germania di Daniela Raimondo (raimondopatrucco@libero.it), Valter Balzola (), Rossana Denicolai ()

CRONOLOGIA (e approfondimenti)

1939

1 settembre: inizio della guerra con l'invasione tedesca della Polonia, l'Italia fascista si . proclama “non belligerante.

3 settembre: Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra alla Germania.

17 settembre: le truppe russe invadono la Polonia orientale.

1 ottobre: cessazione della resistenza polacca. Spartizione della Polonia tra Russia e Germania.

1940

10 maggio: inizio dell'offensiva tedesca sul fronte occidentale.

10 giugno: l'Italia dichiaa guerra alla Francia e alla Gran Bretagna.

14 giugno: la Francia è interamente occupata dai tedeschi che entrano a Parigi.

22 giugno: viene firmato l'armistizio e la Francia viene ridotta alle regioni meridionali con capitale Vichi.

Agosto: truppe italiane occupano la Somalia britannica.

Settembre: “battaglia d'Inghilterra”: l'aviazione tedesca non riesce a piegare la resistenza britannica.

28 ottobre: inizia l'aggressione italiana alla Grecia. Pronto contrattacco greco che respinge gli italiani in Albania.

Dicembre: controffensiva inglese in Libia. Mussolini chiede a Hitler l'invio in Africa di un corpo di spedizione tedesco.

18 dicembre: Hitler approva l'”Operazione Barbarossa” contro l'Unione sovietica.

1941

Aprile:Germania e Italia dichiarano guerra alla Jugoslavia e iniziano un'offensiva congiunta che riguarda anche la Grecia.

22 giugno: inizia su un fronte amplissimo, dal Baltico al Mar Nero, l'aggressione tedesca alla Unione Sovietica.

12 luglio: alleanza tra Unione Sovietica e Gran Bretagna.

8 dicembre: come conseguenza del bombardamento di Pearl Harbour gli Stati Uniti dichiarano guerra al Giappone. 11 dicembre: Germania e Italia dichiarano guerra agli Stati Uniti.

1942

23 agosto: i tedeschi iniziano l'assedio di Stalingrado.

23 ottobre: battaglia di El Alamein, inizia la decisiva controffensiva britannica in Africa.

Dicembre: offensiva sovietica nella regione del Don, disastrosa ritirata dell'armata italiana.

1943

10 luglio: gli americani sbarcano in Sicilia, debolmente difesa dalle truppe italiane.

25 luglio: caduta del fascismo in Italia.

8 settembre: armistizio tra Italia e alleati, gran parte del territorio italiano viene occupato dai tedeschi. 23 settembre: Mussolini fonda a Salò la Repubblica Sociale Italiana sotto la protezione tedesca.

13 ottobre: il governo Badoglio dichiara guerra alla Germania.

1944

4 giugno: gli alleati entrano a Roma sgomberata dai Tedeschi.

6 giugno: sbarco anglo-americano in Normandia.

25 agosto: Parigi viene liberata.

1945

4-11 febbraio: Conferenza interalleata di Yalta, viene discussa la sistemazione politica e territoriale mondiale per il dopoguerra.

7 marzo: gli americani varcano il Reno e penetrano in Germania.

25 aprile: liberazione dell'Italia del nord. Sul fiume Elba, a Torgau, storico incontro tra americani e russi.

27 aprile: Mussolini viene catturato e fucilato dai partigiani.

30 aprile: suicidio di Hitler a Berlino.

7 maggio: resa incondizionata della Germania.

6 agosto: bomba atomica su Hiroshima.

2 settembre: capitolazione del Giappone e fine della guerra.

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E PER CHI VUOLE APPROFONDIRE...

A)

Armistice with Italy; September 3, 1943

Military armistice signed at Fairfield Camp, Sicily, September 3, 1943

Entered into force September 3, 1943

Supplemented by memorandum of agreement of September 23, 1943, as amended, and by instrument of surrender of September 29, 1943, as amended

Terminated September 15, 1947, upon entry into force of treaty of peace of February 10,1947

61 Stat. 2740

Treaties and Other International Acts Series 1604

FAIRFIELD CAMP - SICILY

September 3,1943

The following conditions of an Armistice are presented by

General Dwight D. Eisenhower,

Commander-in-Chief of the Allied Forces,

acting by authority of the Governments of the United States and Great Britain and in the interest of the United Nations,

and are accepted by

Marshal Pietro Badoglio

Head of the Italian Government

1. Immediate cessation of all hostile activity by the Italian armed forces.

2. Italy will use its best endeavors to deny, to the Germans, facilities that might be used against the United Nations.

3. All prisoners or internees of the United Nations to be immediately turned over to the Allied Commander in Chief, and none of these may now or at any time be evacuated to Germany.

4. Immediate transfer of the Italian Fleet and Italian aircraft to such points as may be designated by the Allied Commander in Chief, with details of disarmament to be prescribed by him.

5. Italian merchant shipping may be requisitioned by the Allied Commander in Chief to meet the needs of his military-naval program.

6. Immediate surrender of Corsica and of all Italian territory, both islands and mainland, to the Allies, for such use as operational bases and other purposes as the Allies may see fit.

7. Immediate guarantee of the free use by the Allies of all airfields and naval ports in Italian territory, regardless of the rate of evacuation of the Italian territory by the German forces. These ports and fields to be protected by Italian armed forces until this function is taken over by the Allies.

8. Immediate withdrawal to Italy of Italian armed forces from all participation in the current war from whatever areas in which they may be now engaged.

9. Guarantee by the Italian Government that if necessary it will employ all its available armed forces to insure prompt and exact compliance with all the provisions of this armistice.

10. The Commander in Chief of the Allied Forces reserves to himself the right to take any measure which in his opinion may be necessary for the protection of the interests of the Allied Forces for the prosecution of the war, and the Italian Government binds itself to take such administrative or other action as the Commander in Chief may require, and in particular the Commander in Chief will establish Allied Military Government over such parts of Italian territory as he may deem necessary in the military interests of the Allied Nations.

11. The Commander in Chief of the Allied Forces will have a full right to impose measures of disarmament, demobilization, and demilitarization.

12. Other conditions of a political, economic and financial nature with which Italy will be bound to comply will be transmitted at a later date.

The conditions of the present Armistice will not be made public without prior approval of the Allied Commander in Chief. The English will be considered the official text.

MARSHAL PIETRO BADOGLIO - Head of Italian Government

By: GUISEPPE CASTEI.LANO -Brigadier General, attached to The Italian High Command

Present:

Rt. Hon. Harold Macmillan - British Resident Minister, A.F.H.Q.

Robert Murphy - Personal Representative of the President of the United States

Royer Dick - Commodore, R.N. Chief of Staff to the C. in C. Med.

DWIGHT D. EISENHOWER - General, U.S. Army, Commander in Chief, Allied Forces

By: WALTER B. SMITH - Major General, U.S. Army, Chief of Staff

Lowell W. Rooks - Major General, U.S. Army Assistant Chief of Staff, G-3 A.F.H.Q.

Franco Montanari - Official Italian Interpreter

Brigadier Kenneth Strong - Assistant Chief of Staff, G-3 A.F.H.Q.

B)

25 Luglio 1943: la caduta del Regime

L'ultima e burrascosa seduta del Gran Consiglio del Fascismo

Tra le ore 17 del 24 e le 3 del mattino del 25 luglio 1943, in una tempestosa riunione durata dieci ore, il Gran consiglio del fascismo (che non si riuniva dal 7 dicembre 1939, quando era stata approvata la "non belligeranza" dell'Italia), mise in minoranza Mussolini. Oltre al duce (che presiedeva il Consiglio) erano presenti ventisette membri. L'ordine del giorno Grandi (redatto dallo stesso Grandi, da Ciano e da Bottai), che prevedeva l'allontanamento del Duce del fascismo, prevalse con 19 si contro 7 no e un'astensione. Prima delle votazioni, parlò Mussolini.

"Quest'ordine del giorno - disse - pone problemi molto gravi di dignità personale. Se il re accetta la restituzione della delega dei poteri militari, questo significa che io debbo essere decapitato. E' meglio parlarci chiaro. Io ho ormai sessant'anni e so cosa vogliono dire queste cose. Se poi domani il re a cui portassi questo vostro ordine del giorno dovesse rinnovare la sua fiducia in me, quale sarebbe la posizione di voi signori di fronte al re, di fronte al paese, di fronte al partito, di fronte a me personalmente?"

Nonostante, le inquietanti domande di Mussolini, il Consiglio gli votò contro. Alle 18 dello stesso 25 luglio il re Vittorio Emanuele III farà arrestare Mussolini (sostituito con il generale Badoglio) e l'11 gennaio 1944 furono fucilati a Verona i "traditori del Regime", cioè i firmatari non contumaci dell'ordine del giorno Grandi. Facciamo ora seguire i tre ordini del giorno che, in quella drammatica notte, furono presentati, discussi e votati: quello di Grandi. quello di Farinacci (che ebbe il voto del solo proponente) e quello di Scorza (concordato preventivamente con Mussolini).

Ordine del giorno Grandi "Il Gran Consiglio, riunendosi in questi giorni di supremo cimento, volge innanzitutto il suo pensiero agli eroici combattenti di ogni armata che, a fianco a fianco con la fiera gente di Sicilia, in cui più alta risplende l'univoca fede del popolo italiano, rinnovano le nobili tradizioni di strenuo valore e di indomito spirito di sacrificio delle nostre gloriose forze armate. Esaminata la situazione interna ed internazionale e la condotta politica e militare della guerra, proclama:

il dovere per tutti gli italiani di difendere ad ogni costo l'unità, l'indipendenza, la libertà della patria, i frutti dei sacrifici e degli sforzi di quattro generazioni dal Risorgimento ad oggi, la vita e l'avenire del popolo italiano;

afferma:

la necessità dell'unione morale e materiale di tutti gli Italiani in quest'ora grave e decisiva per i destini della patria;

dichiara:

che a tale scopo è necessario l'immediato ripristino di tutte le funioni statali, attribuendo alla Corona, al Gran Consiglio, al governo, al Parlamento, alle corporazioni, i compiti e le responsabilità stabilite dalle nostre leggi statutarie e costituzionali;

invita:

il capo del governo a pregare la Maestà del Re, verso la quale si rivolge fedelmente e fiducioso il cuore di tutta la nazione, affinchè egli voglia, per l'onore e la salvezza della patria, assumere con l'effettivo comando delle forze armate di terra, di mare e dell'aria, secondo l'articolo 5 dello Statuto del Regno, quelle supreme iniziative di decisione che le nostre istituzioni a lui attribuiscono e che sono sempre state, in tutta la nostra storia nazionale, il retaggio glorioso della nostra augusta dinastia di Savoia."

Ordine del giorno Farinacci "Il Gran Consiglio del fascismo, veduta la situazione interna ed internazionale e la condotta politico-militare della guerra sui fronti dell'Asse, rivolge il suo fiero e riconoscente saluto alle eroiche forze armate italiane e a quelle alleate, unite nello sforzo e nel sacrificio per la difesa della civiltà europea, alle genti della Sicilia invasa, oggi più che mai vicina al cuore delle altre genti, alle masse lavoratrici dell'industria e dell'agricoltura che potenziano col lavoro la patria in armi, alle camicie nere ed ai fascisti di tutta Italia che si serrano nei ranghi con la immutata fedeltà al regime;

afferma:

il dovere sacro per tutti gli Italiani di difendere fino all'estremo il sacro suolo della patria, rimanendo fermi nell'osservanza delle alleanze concluse;

dichiara: che a tale scopo è necessario e urgente il ripristino generale di tutte le funzioni statali, attribuendo al Re, al Gran Consiglio, al governo, al Parlamento, al partito, alle corporazioni i compiti e le responsabilità stabilite dal nostro statuto e dalla nostra legislazione;

invita il capo del governo a chiedere alla Maestà del Re, verso il quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la nazione, perchè voglia assumere l'effettivo comando di tutte le forze armate e dimostrare così al mondo intero che tutto il popolo combatte serrato ai suoi ordini, per la salvezza e la dignità d'Italia".

Ordine del giorno Scorza "Il Gran consiglio del fascismo, convocato mentre il nemico - imbaldanzito dai successi e reso tracotante dalle sue ricchezze - calpesta la terra di Sicilia e dal cielo e dal mare minaccia la penisola;

afferma solennemente la vitale e incontroversibile necessità della resistenza a ogni costo. Certo che tutti gli istituti ed i cittadini - nella piena e consapevole responsabilità dell'ora - sapranno compiere il loro dovere sino all'estremo sacrificio, chiama a raccolta le forze spirituali e materiali della nazione per la difesa dell'unità, dell'indipendenza e della libertà della patria.

Il Gran consiglio del fascismo, in piedi:saluta le città straziate dalla furia nemica e le loro popolazioni che in Roma - madre del cattolicesimo, culla e depositaria delle più alte civiltà - trovano la espressione più nobile della loro fermezza e della loro disciplina; rivolge il pensiero con la fiera commozione alla memoria dei caduti e alle loro famiglie che trasformano il dolore in volontà di resistenza e di combattimento; saluta nella Maestà del Re e nella dinastia sabauda il simbolo e la forza della continuità della nazione e l'espressione della virtù di tutte le forze armate che - insieme con i valorosi soldati germanici - difendono la patria in terra, in mare, in cielo; si unisce reverente al cordoglio del pontefice per la distruzione di tanti insigni monumenti dedicati da secoli al culto della religione e dell'arte.

Il Gran consiglio del fascismo è convinto che la nuova situazione creata dagli eventi bellici debba essere affrontata con metodi e mezzi nuovi.

Proclama pertanto urgente la necessità di attuare quelle riforme ed innovazioni nel governo, nel Comando supremo, nella vita interna del paese, le quali - nella piena funzionalità degli organi costituzionali del regime - possano rendere vittorioso lo sforzo unitario del popolo italiano".

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