Ecosistemi e Biodiversità di Anna Maria Filippi (hannasfili@libero.it) Riccardo Perrenchio (ricottanta@tiscali.it)

Quali sono le cause del degrado ambientale

Le cause del degrado ambientale portano alla riduzione della biodiversità causata da:

A) Agricoltura industrializzata. È un sistema agricolo che utilizza grandi quantità di energia provenienti da combustibili fossili, acqua, pesticidi e produce grandi quantità di un prodotto alimentare /animale che vengono poi venduti sul mercato. A partire dagli anni sessanta si è diffusa anche nei Paesi in via di Sviluppo.

B) Agricoltura tradizionale. L’agricoltura tradizionale consiste in:

- agricoltura di sussistenza che produce cibo per la sopravvivenza di coloro che vivono in una fattoria. In alcune annate può anche realizzare qualche eccedenza produttiva da vendere o mettere da parte nei periodi più duri;

- agricoltura tradizionale intensiva dove i coltivatori aumentano il lavoro dell’uomo e degli animali, le quantità di fertilizzanti, ottenendo una maggiore resa del terreno. Ciò permette di avere un’eccedenza da poter vendere e una possibilità di nutrire le proprie famiglie. Tale forma di agricoltura è praticata da 3 miliardi di persone che vivono per lo più nei Paesi in via di Sviluppo.

Gli agricoltori nei Paesi in Via di Sviluppo producono all’incirca il 20% del cibo mondiale e in molti casi essi coltivano simultaneamente più prodotti nello stesso appezzamento di Terra. Qui la diversità biologica riduce la possibilità di perdita della maggior parte o di tutti gli alimenti. Attraverso questo tipo di coltura è possibile attuare differenti strategie come:

- coltivazione di diverse varietà, dove un appezzamento viene coltivato con molte varietà dello stesso prodotto;

- intercoltura, dove si coltivano allo stesso tempo due o più prodotti differenti;

- agroforestazione che è una variazione dell’intercoltura in cui alberi o arbusti sono piantati su terreni adibiti a pascolo

- policoltura cioè un certo tipo di intercoltura in cui sono coltivati insieme molti differenti vegetali che maturano in tempi diversi. Se vengono utilizzati combustibili, pesticidi e fertilizzanti naturali in maniera sostenibile, questi appezzamenti potranno fornire cibo e medicinali.

Esempi di azioni che portano al degrado ambientale e quindi riduzione biodiversità:

1. coprire un terreno fertile con materiali come calcestruzzo, asfalto o costruzioni provocandone il declino degli habitat naturali e della vegetazione;

2. coltivare la terra senza gestire al meglio il suolo, provocando così l’erosione del terreno e il deterioramento dei nutrienti;

3. un altro problema può essere l’irrigare le colture senza un buon drenaggio causandone salinizzazione (che compromette il rendimento di tutta la terra irrigata) o saturazione idrica;

4. distruggere le barriere coralline e le zone umide. Le prime stanno continuando ad essere distrutte o danneggiate, mentre le paludi sono in continuo drenaggio o gravemente inquinate;

5. il disboscamento senza un’adeguata sostituzione. Molto spesso capita che siano state disboscate alcune aree sostituendole con piantagioni d’alberi di una sola specie; tutto ciò non ha fatto altro che causare la riduzione degli habitat e del numero delle forme di vita che costituiscono la biodiversità del pianeta;

6. l’utilizzo dei pesticidi e la caccia commerciale stanno portando la decimazione della fauna selvatica. Infatti ogni anno migliaia di specie della fauna selvatica arrivano all’estinzione a causa delle attività umane. C’è il forte rischio che un milione e mezzo di specie possano sparire nei prossimi 25 anni;

7. l’inquinamento delle risorse rinnovabili come l’acqua, l’aria e il suolo che rischierebbero di diventare inutilizzabili.

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